riscaldamento

Con due interrogazioni ho chiesto alla giunta regionale di fare chiarezza sulle nuove regole e sulla tassazione riguardanti gli impianti termici delle nostre abitazioni.

Con la prima interrogazione abbiamo sollevato il problema della tassa regionale sulle caldaie, che oggi tiene in considerazione solo la potenza dell’impianto. In pratica una nuova ed efficiente caldaia a metano viene tassata di più rispetto ad vecchia e inquinante caldaia a gasolio, se quest’ultima ha una potenza inferiore alla prima. A nostro parere invece la tassazione dovrebbe considerare anche il rendimento della macchina e il combustibile utilizzato: anche in questo modo si incentiva la sostituzione delle vecchie caldaie a gasolio, tra le principali fonti di inquinamento nelle nostre città, con caldaie di nuova generazione, ben più efficienti e rispettose dell’ambiente.

Con la seconda interrogazione abbiamo affrontato il tema della termoregolazione e contabilizzazione del calore nel condominio. Come noto la legge prevede che a partire dall’inizio del prossimo anno i condomini dovranno installare dispositivi specifici per la termoregolazione e la contabilizzazione del calore, ovvero ciò che serve a misurare e pagare in bolletta l’effettivo consumo per ogni singolo utente. Si tratta di un provvedimento utile per favorire un utilizzo corretto del riscaldamento nei nostri edifici, disincentivando sprechi di calore, razionalizzando i costi e diminuendo l’inquinamento prodotto dalle caldaie.

Su questo tema la Regione è intervenuta con l’intento di semplificare il procedimento burocratico ma in realtà rischia di creare una falla notevole. Difatti con una delibera ha stabilito che l’installazione di questi sistemi può   avvenire   senza   la   preventiva   predisposizione   di   un progetto da parte di un professionista.

Ma l’installazione dei dispositivi per ripartire il costo del riscaldamento degli impianti centralizzati in funzione dell’effettivo consumo è normata in modo molto puntuale da leggi, decreti e norme tecniche che impongono l’obbligo di progettazione di tali sistemi di termoregolazione e contabilizzazione. Il motivo è semplice: solo un professionista può valutare in modo affidabile una serie di caratteristiche tecniche dello stabile, come l’orientamento e le diverse esposizioni delle unità abitative alle condizioni climatiche, la coibentazione, le dispersioni di calore nelle parti comuni e altro ancora, che vanno tenute in considerazione per equilibrare al meglio l’impianto e stabilire la corretta ripartizione dei consumi.

Insomma, per fare le cose per bene occorre necessariamente fare una serie di calcoli termotecnici, definire le tabelle millesimali e la percentuale di quota fissa e quota variabile dei consumi. E questo lavoro se non lo fa un professionista chi lo può fare? Certamente questa attività ha un costo, ma è necessario per una affidabile e imparziale ripartizione delle spese tra i condomini!

Se l’intento di Maroni è quello di semplificare le procedure e diminuire i costi per i cittadini siamo naturalmente dalla sua parte, ma in questo caso specifico il rischio concreto è che l’installazione di questi sistemi comporti ripartizioni di costi non correte, generando una serie infinita di costosi contenziosi tra condomini!

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