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Pubblico un intervento del nostro Paolo Di Carlo, portavoce M5S di Desio, che condivido in pieno!

Con l’approvazione del piano di fusione con CEM, i soci di BEA hanno pregiudicato gravemente la possibilità di una evoluzione virtuosa della gestione dei rifiuti in Brianza, assicurando al forno desiano la possibilità di operare serenamente per i prossimi 20 anni, mentre il mondo cambia e ovunque, in Italia e all’estero, si va affermando la strategia Rifiuti Zero di cui l’incenerimento è assoluta negazione.

La grave contaminazione dell’ambiente in Brianza suggerirebbe ad ogni buon amministratore di indirizzare le scelte politiche per favorire le attività più sostenibili ed ecocompatibili, portando a dismissione quelle più impattanti e tecnologicamente obsolete, soprattutto quando siano disponibili alternative che favorirebbero il recupero di materia, il risparmio energetico e l’occupazione.

E soprattutto quando le attività in questione siano gestite direttamente dal pubblico, come appunto il forno di Desio. E’ scandaloso e inaccettabile che, in un territorio danneggiato non solo dalle attività industriali che vi hanno operato per decenni, ma anche dal disastro Icmesa, il partito democratico perseveri pervicacemente nel voler perpetuare a tutti i costi l’incenerimento dei rifiuti nel forno desiano.

Le amministrazioni pubbliche azioniste di Bea continuano ad imporre al territorio scelte irresponsabili. Nel 2014 fare pesanti investimenti su un forno inceneritore vecchio di quasi 40 anni non solo è uno spreco di denaro che va contro la storia, ma anche e soprattutto uno schiaffo alla prudenza e al principio di precauzione. Infatti, ad oggi nessuno studio è stato fatto per verificare il reale impatto dell’impianto sul territorio e sulla salute dei cittadini.

Per il principio di precauzione, prima di fare investimenti ventennali bisognerebbe effettuare questi studi e poterli valutare, per evitare di doversi ricredere troppo tardi, con il senno di poi. Invece no: i vertici di Bea hanno addirittura la sfrontatezza di definire “inutili” le analisi dei terreni che il consiglio comunale di Desio chiese nel 2010. Questi sono gli amministratori scelti dai comuni. Queste sono le persone a cui il PD conferma la sua fiducia. Questi sono i soggetti che gestiscono l’inceneritore, impianto estremamente delicato dal punto di vista ambientale. Questi sono i personaggi di cui i cittadini dovrebbero fidarsi, secondo il partito democratico e secondo le amministrazioni comunali che continuano ad avallare ciecamente gli assurdi progetti proposti da Bea, a partire dal raddoppio degli anni 2000, al piano del 2012, a quello del 2013, fino alla fusione del 2014.

E’ questa la gestione pubblica tanto osannata dal partito democratico??? A che serve una gestione pubblica sul cui altare, al solo scopo di mantenere in funzione il forno, si sacrificano le scelte strategiche, l’evoluzione virtuosa, la trasparenza, il rispetto dell’ambiente? Noi siamo favorevolissimi alla gestione pubblica, ma che sia una gestione virtuosa, trasparente, lungimirante e partecipata!

Il partito sedicente democratico non è nemmeno riuscito a trovare una posizione condivisa al suo interno, al punto che 3 comuni su 11 hanno votato contro più due assenti: il piano è passato forte del 30% in mano al sindaco di Cesano M. e neopresidente della provincia nonché fervente inceneritorista Gigi Ponti. I comuni che hanno votato a favore si assumano integralmente la responsabilità della scelta e non ci vengano a raccontare storie di sostenibilità, ambiente e ottimizzazione dei servizi: i fatti contano e i cittadini se lo ricorderanno.

Paolo Di Carlo

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