A Seveso arriva il sacco arancione per la raccolta dei pannolini e pannoloni. È una cosa molto positiva perché l’introduzione della tariffa puntuale (sacco blu) senza il sacco arancione avrebbe penalizzato ingiustamente alcune categorie di utenti (famiglie con bambini piccoli e anziani).
È però un po’ ambiguo dire che col sacco arancione migliora la raccolta differenziata, nel senso che questi sacchi vengono comunque smaltiti tramite incenerimento.
In realtà pannolini e pannoloni possono essere recuperati tramite appositi impianti, ma serve un bacino di utenza più ampio rispetto a quello servito da Gelsia Ambiente per poterne acquistare uno.
Cem Ambiente, ad esempio, potrebbe iniziare lo stesso percorso del sacco arancione di Gelsia in modo da unire le forze con Gelsia e comprare in comune questo macchinario, abbandonando definitivamente l’assurda idea di fondersi con la società che gestisce l’inceneritore di Desio.
Ma al momento questo è fantascienza, percui insieme al sacco arancione sarebbe utile incentivare l’uso dei pannolini lavabili, che oltre ad essere davvero ecologici e salutari per i bambini, fanno risparmiare un mucchio di soldi alle famiglie.

 

La Villa è sotto organico, mancano le risorse per una vera valorizzazione culturale del sito e latitano persino i dispositivi per garantire la sicurezza. Solo una piena valorizzazione culturale della Villa e del Parco può assicurare al nostro territorio un flusso continuativo di turisti e il relativo indotto per tutto l’anno. Ma Maroni vuole i grandi eventi – sportivi e musicali – che si esauriscono in una manciata di giorni, così come l’indotto che portano.

La nostra richiesta di intervento a favore della Villa così come tutte le altre richieste del M5S sono state BOCCIATE senza discussione dalla maggioranza per “far pagare” al Movimento la protesta contro i 500mila euro “regalati” a un torneo di golf.
Ricordatevi anche di questo, quando vi chiederanno di votarli ancora!


Ancora non si sono viste le risorse per riqualificare il Corberi, l’ex manicomio di Limbiate, in una moderna “Cittadella delle Fragilità”. Eppure il Consiglio Regionale, proprio un anno fa, aveva approvato all’unanimità una mozione sull’argomento. Con un emendamento all’assestamento al bilancio regionale abbiamo chiesto un investimento di 5 milioni e 370 mila euro, utili per le prime necessità, cioè la messa in sicurezza e l’adeguamento strutturale degli immobili. Sono le prime operazioni utili per ottenere un regolare accreditamento della struttura nel quadro della Sanità lombarda e poter cominciare a ragionare seriamente sulla futura Cittadella delle Fragilità.

Questa e tutte le altre richieste del M5S sono state BOCCIATE senza discussione dalla maggioranza per “far pagare” al Movimento la protesta contro i 500mila euro “regalati” a un torneo di golf.
Ricordatevi anche di questo, quando vi chiederanno di votarli ancora!

Nel 2007 era partito ufficialmente il progetto volto alla riqualificazione di un quartiere di Lissone, finanziato da Regione Lombardia e ALER. L’obiettivo era quello di riqualificare il quartiere, dandogli un volto nuovo, migliorando la qualità della vita e rafforzando il senso di appartenenza al territorio.

Il progetto è partito e, sebbene lentamente, sta proseguendo ma finché l’Aler non inizia i lavori di ristrutturazione delle palazzine abbattute a metà, resta la sensazione di una zona abbandonata a se stessa, quasi in uno scenario da bombardamento bellico. Un degrado inaccettabile per una città come Lissone.

Per questo motivo abbiamo chiesto 500 mila euro per sbloccare la situazione, ma questa e tutte le altre richieste del M5S sono state BOCCIATE senza discussione dalla maggioranza per “far pagare” al Movimento la protesta contro i 500mila euro “regalati” a un torneo di golf.
Ricordatevi anche di questo, quando vi chiederanno di votarli ancora!

Vi ricordate l’impegno del M5S Lombardia a portare le richieste dei cittadini in consiglio regionale all’interno dell’assestamento di bilancio?
Una di queste richieste era trovare una soluzione per l’annoso problema dell’accessibilità alla sede ex Asl di Desio.
Questa e tutte le altre richieste del M5S sono state BOCCIATE senza discussione dalla maggioranza per “far pagare” al Movimento la protesta contro i 500mila euro “regalati” a un torneo di golf.
Ricordatevi anche di questo, quando vi chiederanno di votarli ancora!

A Telereporter ho parlato del futuro di Pedemontana: non sappiamo se sarà il Tribunale o il mercato a decretarne il fallimento, ma la prospettiva è comunque molto cupa. Lo ripetiamo da anni: le grandi opere autostradali potevano avere senso 30 o 40 anni fa, Maroni se ne faccia una ragione! Oggi il futuro della mobilità lombarda passa per lo sviluppo e l’innovazione del trasporto pubblico e il miglioramento della rete stradale esistente, altro che nuove autostrade!

Più finanziamenti per il Consorzio Villa Reale di Monza e risorse per la ristrutturazione del Distretto ASL di Desio, per la Cittadella della Fragilità al Corberi di Limbiate, per opere urgenti contro il dissesto idrogeologico a Vimercate, per l’edilizia popolare a Lissone e per dare nuova vita al fiume Seveso.
Sono queste le richieste che ho presentato oggi per l’assestamento di bilancio della Regione.
Sono questioni aperte da anni in Brianza, che portiamo all’attenzione di una maggioranza distratta quando si tratta di investire sui territori.

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Come ho scritto in un recente post, è ormai da un anno che attendo la risposta alla mia interrogazione circa la gestione dei rifiuti ospedalieri nella sanità lombarda.

Il tutto era nato dalla segnalazione di un cittadino che lamentava l’uso irregolare dei contenitori per i rifiuti sanitari a rischio infettivo in una importante struttura ospedaliera milanese. Di fatto normali rifiuti urbani venivano raccolti come rifiuti pericolosi, creando un aggravio di costi perché il rifiuto sanitario viene incenerito con costi elevatissimi a carico dell’ospedale, costi che alla fine pagano i cittadini. Ancora »

Questa sera alle alle 21 presso il Centro civico D’Annunzio a Monza (Via Gabriele D’Annunzio, 35) si terrà un incontro informativo sul referendum del 22 ottobre rivolto agli attivisti 5 stelle.
Smontiamo tutte le balle di Maroni e capiamo qual è il vero significato di questa consultazione popolare voluta dal Movimento 5 Stelle!

Che il progetto di Pedemontana sia non solo un enorme e inutile scempio ambientale ma anche un disastro economico noi del M5S lo abbiamo denunciato da sempre mentre la vecchia politica continuava imperterrita a spingere la folle corsa verso il baratro.

Per anni i politici di turno ci hanno fatto credere che, a sistemare tutto, sarebbero arrivati gli attesi investimenti privati, ma nella realtà la situazione continuava a peggiorare fino a quando è arrivata nelle scorse settimane la richiesta di fallimento che i pm di Milano, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi hanno ribadito ieri davanti al giudice del Tribunale fallimentare Guido Macripò.

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Oggi vi racconto una storia assurda!

E’ una storia che comincia poco prima di Natale di due anni fa, quando un cittadino ci segnala una situazione anomala in uno dei principali ospedali di Milano. Ebbene dopo più di un anno e mezzo non ne siamo ancora venuti a capo!

Vi è mai capitato di entrare nei bagni di un ospedale e trovare un contenitore per i rifiuti sanitari pericolosi, i cosidetti halipack, al posto dei normali contenitori per i rifiuti? Magari vi siete asciugati le mani con una salvietta di carta e poi, non avendo alternative, l’avete gettata proprio lì.

Sembra una cosa di poco conto, ma se pensate che i rifiuti sanitari pericolosi (cioè, quelli a rischio infettivo) per legge devono essere trattati in modo diverso dai rifiuti normali e con costi molto più elevati, si capisce che il problema non è banale. Ancora »

E’ stato bocciato dal Consiglio regionale l’emendamento del M5S Lombardia che chiedeva una modifica al regolamento del Consiglio regionale per riservare la discussione dell’aula a un quinto dei progetti di legge depositate dai gruppi di minoranza. Il regolamento oggi prevede che un quinto dei “provvedimenti” in discussione, di qualunque natura, sia riservato alle proposte delle minoranze ma di fatto quasi mai arrivano in discussione i progetti di legge delle minoranze.

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La vergognosa macchina del fango contro il M5S messa in atto a Vimercate è la reazione fisiologica della vecchia politica ai grandi cambiamenti prodotti dal MoVimento 5 Stelle.

Dopo aver detenuto il potere per vent’anni facendo il bello e il cattivo tempo il centrosinistra si è visto spodestare da un gruppo di semplici cittadini: una sconfitta bruciante per chi era abituato a vincere facile.

La giunta pentastellata non solo ha dimostrato di saper amministrare molto meglio del Pd ma ha anche portato allo scoperto tutte le magagne lasciate dalle precedenti amministrazioni: si è scoperto che i soldi ci sono, che si possono fare un sacco di belle cose prima ritenute “impossibili”, addirittura si è potuto ridurre la TARI del 23 per cento!

Capite che una situazione del genere è insopportabile per la vecchia politica che non ha trovato di meglio da fare che attaccare a testa bassa il M5S falsificando la realtà dei fatti.

Al sindaco Francesco Sartini, alla giunta e ai consiglieri comunali di maggioranza vanno tutto il nostro sostegno e solidarietà!

 

Nel 2001, 2005 e 2009 sono stati sottoscritti tre Protocolli d’Intesa tra Regione Lombardia, Provincia di Milano, i comuni limitrofi e AMSA SpA riguardanti il funzionamento e il monitoraggio dell’inceneritore Silla 2, le emissioni e le misure di mitigazione e compensazione.

L’ultimo protocollo è scaduto nel 2015 e sarà sostituito da un nuovo testo che, stando alle linee guida approvate dalla Giunta comunale di Milano, rischia di essere una lista di propositi inutili se non addirittura dannosi. Ancora »

136.488,20 euro: questa è la somma che ho restituito alle casse pubbliche dall’inizio della legislatura grazie al taglio del mio stipendio da consigliere regionale!

Piena trasparenza sulle spese sostenute dagli eletti nell’esercizio del mandato e riduzione dei costi della politica: è per questo che, dall’inizio della legislatura, rendiconto le mie spese e restituisco parte del mio stipendio dedicandolo al sostegno alle piccole e medie imprese.

Avevamo fatto un patto con i cittadini che ci hanno eletto e abbiamo mantenuto la promessa. E’ un segnale di correttezza, onestà e trasparenza verso i cittadini ed un esempio reale di come sia possibile ridurre i costi della politica.

Gli eletti di tutti i partiti, nessuno escluso, continuano a percepire l’intero stipendio e i rimborsi elettorali che noi non abbiamo nemmeno richiesto. Sono somme indegne in un momento di forte crisi come quello che stiamo vivendo. L’attività politica non può assolutamente essere un lavoro per arricchirsi ma deve tornare a essere un servizio ai cittadini.

Come portavoce M5S continueremo a sostenere la battaglia del Comitato Intercomunale Silla 2 a tutti i livelli per ottenere lo studio epidemiologico e la massima trasparenza sull’inquinamento prodotto dall’inceneritore!
In questo video i nostri interventi al presidio dello scorso 17 giugno.

Nello scorso mese di gennaio il Consiglio regionale ha approvato una mia risoluzione che impegnava la Giunta regionale a costituire un tavolo tecnico di lavoro riguardo l’inceneritore di Valmadrera.

Volete sapere cosa ha fatto la Giunta finora? Ecco cosa si legge nel resoconto trimestrale sugli atti di indirizzo:

“Sono in corso attività propedeutiche alla costituzione del tavolo”.

Ma quanto lunghe e complesse saranno queste azioni propedeutiche? Possibile che non si è ancora potuto costituire uno straccio di tavolo tecnico? A sei mesi dall’approvazione siamo ancora a zero!

Mi sembra evidente che la Giunta regionale non ha nessuna voglia di portare avanti gli approfondimenti richiesti dal Consiglio, con buona pace dei cittadini che attendono risposte sugli impatti ambientali e sanitari dell’impianto! Noi non ci stiamo! Abbiamo già protocollato una nota formale per sollecitare la Giunta ad attuare gli indirizzi della risoluzione costituendo al più presto questo benedetto tavolo tecnico!

Gli incarichi fiduciari sono molto presenti nell’amministrazione pubblica e la Lombardia non fa certo eccezione! Nel corso degli anni la Giunta Regionale ha assunto alcuni giornalisti nell’agenzia istituzionale di comunicazione (Lombardia Notizie) provenienti dagli organi di propaganda della Lega, come la Padania, Radio Padania Libera e Telepadania, ormai tutti chiusi per debiti, nonostante i sostanziosi finanziamenti pubblici.

Lo avevamo denunciato contestualmente ad alcune uscite della stampa e Maroni aveva reagito in modo scomposto minacciando querele via Facebook (!). Ci siamo quindi fatti dare tutte le carte dalla giunta regionale per approfondire le notizie di stampa, scoprendo che le cose in effetti stanno come dicevamo!

Il direttore dell’agenzia, un incarico da oltre 10 mila euro al mese, è transitato da Padanianet.com, La Padania e Telepadania; il vice caporedattore, che percepisce più di 5 mila euro mensili, oltre che essere stato il portavoce di Salvini, ha un trascorso a “La Padania” e “Radio Padania Libera”; anche un altro redattore ha lavorato a “La Padania” come coordinatore di un gruppo di corrispondenti locali. E non può mancare la quota degli altri partiti che hanno governato la regione: un redattore aveva lavorato con Elisabetta Gardini, eletta al Parlamento Europeo per il Popolo delle Libertà nel 2009.

Tutti questi incarichi sono stati assunti a chiamata diretta e non con un bando come accade per i comuni mortali che trovano lavoro nell’amministrazione pubblica. Si tratta del classico metodo degli incarichi fiduciari, tanto caro ai partiti in Lombardia e nel resto d’Italia, con cui è possibile dare lavoro senza fare concorsi pubblici. Ma è tutto legale? In effetti sì: una legge regionale del 2008 consente l’assunzione nell’agenzia di stampa regionale di “personale esterno all’amministrazione”, per non più di cinque anni… ma rinnovabili!

Il peccato originale è qui: una legge che consente deroghe all’assunzione nell’amministrazione pubblica e lascia le mani libere a Formigoni prima e a Maroni poi di assumere e stipendiare chi meglio crede. Una scelta totalmente inopportuna, tipica di quella vecchia politica che il M5S combatte, e che sicuramente non migliora l’immagine già compromessa di questa istituzione. Non puntiamo il dito, in questa triste vicenda, sui giornalisti nominati, ma su chi nomina. Le nomine che calano dall’alto sono un attentato all’equità sociale pagato con i soldi dei contribuenti. Il merito e la competenza, se esiste, deve arrivare nelle amministrazioni pubbliche con bandi e commissioni di valutazione estranee ai partiti.

Un barlume di speranza sembrava esserci nel febbraio dello scorso anno, quando Maroni e i suoi hanno ammesso la necessità di espletare una selezione pubblica per questi incarichi. Ma a distanza di ben 16 mesi questa benedetta selezione pubblica non ha ancora prodotto alcuna assunzione! E’ del tutto evidente che non c’è la volontà politica di portarla a termine prima della fine della legislatura. Insomma, ad andar bene, temiamo che se ne riparlerà dopo le elezioni dell’anno prossimo!