denoxQualche giorno fa ho depositato un’interrogazione indirizzata al Presidente e alla Giunta regionale per fare chiarezza su un paio di questioni riguardanti la gestione ambientale del forno inceneritore di Desio.

1) La prima riguarda i limiti di emissione in atmosfera.

L’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) che viene periodicamente rilasciata agli impianti di incenerimento definisce i limiti di emissione per i vari inquinanti. I limiti imposti devono essere coerenti con le norme nazionali, ma non sono uguali per tutti gli impianti. Inoltre variano nel tempo: man mano che si rendono disponibili sul mercato nuove tecniche per ridurre l’inquinamento (le cosiddette BAT, Best Available Technique) lo Stato e le Regioni definiscono limiti più restrittivi. Limiti che, lo ricordo, non sono sinonimi di sicurezza, ma rispecchiano le prestazioni possibili con le migliori tecnologie e compatibili con i costi di esercizio. Ancora »

Ecco quello che per me è stato l’intervento più profondo, più lungimirante, più importante, più intelligente di Palermo.
Parole da ascoltare, riascoltare e su cui riflettere.
Roberto Fico è sicuramente uno che vede lontano, perché arriva da lontano.

“Oggi è tutto comunicazione: si comunica, si comunica, si comunica… e poi magari dietro non c’è nemmeno il prodotto. Oggi la comunicazione si mangia tutto, la comunicazione si è mangiata totalmente la politica. Oggi non si riflette più in Parlamento, nel Parlamento non c’è più nulla, non c’è più niente dietro, non esistono i parlamentari. Esiste comunicare un qualcosa che non esiste più.
E allora noi dobbiamo cominciare a riflettere su che strada vogliamo percorrere e come è possibile oggi riuscire a parlare di comunicazione etica: anche noi del Movimento quando comunichiamo dobbiamo essere etici, perché se comunichi in un modo sbagliato sei come gli altri e prendi in giro le persone.
Oggi i giornalisti, non credete che sono proni al sistema del Pd o di altri. A volte oggi i giornalisti sono proni anche con il Movimento 5 Stelle, perché ci si mette d’accordo, perché ci si parla, perché ci si vede ogni giorno e questo non va bene. E allora il percorso che dobbiamo fare deve essere totalmente diverso, tutti, ogni giorno.
Dobbiamo tornare alle nostre origini. Le nostre origini sono fondamentali. Perché quando ci sono nebbie all’orizzonte, devi fare una cosa semplicissima: tornare alle tue origini e quelle tue origini sono la bussula del Movimento 5 Stelle. E’ così che si diradano le nebbie, sempre. Fedeli ai propri valori, ai propri principi, a noi stessi.
E a volte la comunicazione del Parlamento, questa velocità, questo modo di fare, è una comunicazione scarsamente etica che non ha più nessun rapporto con l’informazione. E questo modo noi lo dobbiamo combattere, dobbiamo essere coscienti: i fan, tutte queste cose qua, non ci servono. Avete visto già dove sono andati il partito democratico, i vari presidenti del consiglio: davanti a loro hanno solo un burrone, perché dietro di loro non c’è niente.
E quindi coraggio e alla fine centreremo l’obiettivo, che non è solo andare al governo, ma cambiare la cultura di questo Paese dove ognuno non delega più ma ognuno ha la propria responsabilità e dignità nel fare le cose. Mai più deleghe, mai più leader.”

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La vicenda dell’Hotel Imperial di Muggiò è piena di “zone d’ombra”: Regione Lombardia deve intervenire perché in gioco c’è il destino di lavoratori senza colpe. E’ questa la richiesta del M5S Lombardia dopo l’audizione in commissione antimafia dell’ex direttore Flavio Savarola che ho richiesto nello scorse settimane.

L’hotel era stato sequestrato dalla Guardia di Finanza e dall’Antimafia milanese perché riconosciuto come parte del patrimonio di un pluripregiudicato, salvo poi essere assegnato a un nuovo soggetto arrestato poco tempo dopo per estorsione. In questo iter appaiono evidenti gli errori del tribunale che ha dato in affitto il bene senza evidentemente effettuare controlli adeguati, portando così alla confisca definitiva dell’hotel da parte dell’Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati.

Stesso discorso vale per il Comune di Muggiò, che ha rilasciato l’autorizzazione (SCIA) per lo svolgimento dell’attività. Ora l’albergo è chiuso e abbandonato da 9 mesi e a pagare le conseguenza di questa vicenda sono soprattutto i sette lavoratori che erano impiegati nella struttura e che da tempo tentano di far sentire la propria voce anche attraverso presidi di fronte all’hotel.

Come abbiamo detto in Commissione antimafia, sostenendo le richieste dell’ex direttore e ribadendo le istanze del gruppo M5S di Muggiò, Regione deve intervenire in fretta per cercare di sbloccare la situazione. Per questo ho proposto alla Commissione Antimafia una risoluzione che impegni la giunta di Maroni ad intervenire presso l’Agenzia dei Beni Confiscati per affidare la gestione della struttura agli ex lavoratori nel più breve tempo possibile.

Non c’è più tempo da perdere perché, in questa condizione di stallo, i dipendenti si ritrovano senza un lavoro e un bene patrimonio dello stato continua a peggiorare costantemente, senza manutenzione, tra atti di vandalismo e incursioni dei ladri (si stima che ad oggi i costi per rimettere in funzione l’hotel ammontino a 150 mila euro).

Ci auguriamo che in breve tempo la situazione si possa sbloccare e che logica e buon senso prevalgano sulla burocrazia. Il M5S continuerà a tenere alta l’attenzione in Regione.

emendamentimobilitaIeri durante la discussione del Piano Regionale Trasporti sono state approvate tre mie proposte che servono a migliorare la viabilità sul territorio della Brianza e riguardano progetti promessi ai cittadini ma da troppo tempo ostaggio di politica e burocrazia.

Mi riferisco ai prolungamenti delle linee metropolitane M5 e M2 rispettivamente verso Monza e Vimercate, per cui abbiamo chiesto e ottenuto di promuovere e finanziare, di concerto con il Governo e gli Enti Locali interessati, la stesura del progetto esecutivo del prolungamento della M5 fino a Monza città e una revisione del progetto di prolungamento della M2 da Cologno Nord a Vimercate, con l’obiettivo di abbatterne i costi rispetto al progetto storico e di aumentarne le performance dal punto di vista dell’analisi costi-benefici (il voto favorevole del Consiglio Regionale impegna inoltre la Giunta a reperire, congiuntamente allo Stato, alla Città Metropolitana e ai Comuni interessati, le risorse necessarie per finanziare l’opera).

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Il prolungamento linea metropolitana M2 da Cologno Nord a Vimercate, la Metrotranvia Milano-Limbiate, una nuova stazione ferroviaria a Monza San Rocco e il Prolungamento della linea metropolitana M5 fino a Monza. Sono queste le sollecitazioni contenute in 4 atti che ho depositato e che saranno discussi domani dal consiglio regionale riunito per l’approvazione del Piano regionale della mobilità e dei trasporti.

Abbiamo scelto di chiedere alla Giunta Regionale di fare tutto il possibile per delle opere strategiche attese da anni.
La ristrutturazione della linea tramviaria esistente e l’investimento sul prolungamento delle metropolitane sono sinonimi di più mobilità sostenibile e meno inquinamento per la Brianza.

Purtroppo il Piano regionale della mobilità e dei trasporti che si appresta ad approvare il Consiglio regionale è una farsa: fallisce completamente i suoi obiettivi di sostenibilità, rispetto ambientale e innovazione del sistema dei trasporti e della mobilità. E’ un documento che ripropone scelte vecchie, orientate sostanzialmente verso fallimentari politiche di incremento della domanda di trasporto su gomma con grandi infrastrutture stradali, come il proseguimento di Pedemontana.

La Milano-Limbiate, al di là di tante promesse di rilancio, versa in condizioni drammatiche e rischia lo smantellamento, mentre la metropolitana a Vimercate sembra un’ipotesi ormai remota, nonostante se ne parli da decenni: è giunto il momento di rilanciarla attraverso una nuova progettazione più economica che preveda il tracciato in superficie.

Per quanto riguarda Monza, bisogna accelerare sulla progettazione esecutiva del prolungamento della M5 senza perdere altro tempo così come è necessario prendere in considerazione una nuova stazione ferroviaria al servizio del quartiere San Rocco.

Vedremo se il Consiglio sarà responsabile sul bisogno di mobilità integrata in Brianza, ma non ci facciamo illusioni: Maroni ha in testa una Lombardia di asfalto e trasporto su gomma!.

Il presidente di Bea, Daniela Mazzuconi, ha replicato al nostro comunicato stampa sostenendo, tra le varie cose, che il Movimento 5 Stelle vuole le discariche!!

Capisco il momento di grande difficoltà che sta vivendo la dottoressa Mazzuconi, che non riesce a replicare puntualmente alle nostre osservazioni e cerca di svicolare parlando d’altro (dall’amministrazione di Roma alla discarica di Cavenago).

Ma le suggerirei di evitare di arrampicarsi sugli specchi, sostenendo che il MoVimento 5 Stelle è per le discariche: se non ha ancora capito che in Lombardia si può fare a meno fin da subito delle discariche e di qualche vecchio inceneritore come quello di Desio è bene che cambi mestiere.

Ma qui la questione è seria e noi vogliamo solo che venga rispettato il principio di legalità nella gestione della cosa pubblica. Parliamo di una gara di svariati milioni di euro, viziata da innumerevoli irregolarità, come ha stabilito l’ANAC, e noi andremo fino in fondo, piaccia o no alla dottoressa Mazzuconi e ai sindaci soci di Bea!

Ci vediamo questa domenica pomeriggio per la biciclettata organizzata dal M5S di Monza in difesa della nostra Costituzione! Si parte alle 15.30 dal Piazzale Virgilio per arrivare in Piazza Trento Trieste. Per l’occasione vestirò i panni del Dottor Felice Del No, medico specialista in Costituzionologia, e rilascerò a tutti il Certificato di Sana e Robusta COSTITUZIONE! Non mancate!

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AZIONE M5S NEI COMUNI: A CASA I VERTICI BEA, ANNULLAMENTO GARA E ACCERTAMENTO RESPONSABILITA’ CIVILI E PENALI

La gara per la nuova turbina puzzava già dalla primavera del 2015, all’epoca dei primi esposti e delle dimissioni del Presidente Boselli, ma la nuova Presidente Mazzuconi aveva tirato dritto sbandierando pareri legali che si sono poi rivelati del tutto inattendibili.

Dopo la nostra denuncia dello scorso dicembre e le prime osservazioni dell’ANAC, tra scuse inesistenti, giustificazioni strampalate e imbarazzanti silenzi, a marzo del 2016 la sfilza di eclatanti irregolarità presenti nella gara era ormai evidente a tutti, tranne alle “anime belle” del Partito Democratico che ancora attendevano fiduciose la conclusione dell’indagine.

Finalmente, con la Delibera numero 775 del 20 luglio 2016, l’Autorità Nazionale Anti Corruzione ha concluso il procedimento confermando sostanzialmente le gravi violazioni segnalate dal M5S. Ne ricordiamo alcune:

Violazioni della concorrenza

  • mancanza dei requisiti da parte del concorrente e divieto di subappalto;
  • richiesta di requisiti non in linea con l’oggetto del bando;
  • mancanza dei requisiti in ordine all’affidamento del servizio di progettazione;

Violazioni del principio di economicità

  • offerta difforme rispetto alla prestazione richiesta, avrebbe dovuto determinare l’esclusione del concorrente anziché l’aggiudicazione;
  • informazioni contrastanti nel bando di gara, sarebbe stato necessario chiarire prima dell’aggiudicazione e non dopo;
  • errato procedimento di valutazione dell’offerta pervenuta a danno della stazione appaltante, l’intero procedimento risulta viziato;
  • aggiudicazione dell’acquisizione delle quote di BEA in assenza di un’offerta in aumento;
  • gara per i servizi di ingegneria (364.000 euro) priva di motivazione, in quanto servizi già inclusi nella gara principale;

Violazioni del procedimento di gara

  • violazione delle norme relative alle nomine dei Commissari di gara.

A questo punto non sono più ammesse scuse di alcun genere: continuare ad ignorare la gravità della situazione rappresentata da ANAC significa assumersi una responsabilità enorme.

Il Partito Democratico, che finora ha difeso contro ogni evidenza l’operato della società e del Presidente, deve prendere atto che la gara è totalmente illegittima e deve essere annullata, meglio tardi che mai.

I nostri portavoce nei comuni soci di BEA stanno presentando nei consigli comunali un ordine del giorno per chiedere:

  • le dimissioni del cda e del direttore generale
  • l’annullamento della gara per i servizi di ingegneria
  • l’annullamento della gara per la sostituzione della turbina

Inoltre, a tutela dei cittadini e degli enti pubblici proprietari di BEA vogliamo che sia fatta chiarezza e giustizia fino in fondo, pertanto chiediamo ai sindaci di difendere la legalità e la trasparenza non solo a parole ma anche nei fatti:

  • attivando ogni azione legale volta a verificare la sussistenza di responsabilità civili e penali,
  • revocando tutti i servizi affidati direttamente a BEA Gestioni SpA in considerazione del fatto che BEA Gestioni SpA, come chiarito da ANAC, a causa dei vizi rilevati nel procedimento della gara a doppio oggetto non risulta essere una società legittimata a ricevere affidamenti diretti;
  • costituendo una commissione d’inchiesta per verificare la regolarità di tutti i bandi e gli affidamenti espletati da Brianza Energia Ambiente S.p.a. e da Bea Gestioni S.p.A. negli ultimi 3 anni;
  • relazionando entro 30 giorni al consiglio comunale circa l’adozione delle iniziative richieste.

 

Riguardo le dichiarazioni rilasciate alla stampa dalla Presidente di BEA, è doveroso fare un paio di precisazioni.

1) Non è vero, come ha dichiarato Mazzuconi, che i termini per l’annullamento sono scaduti, perché i lavori sono stati consegnati a Comef l’8 luglio 2015, pertanto il termine di 18 mesi scadrà a gennaio 2017. Piuttosto, la Presidente di BEA dovrebbe spiegare chi effettuò la consegna lavori visto che all’epoca il direttore lavori non era ancora stato nominato!

2) Quanto ai presunti danni paventati dalla Presidente in caso di annullamento della gara, lei stessa sa benissimo che avrebbe potuto annullare la gara senza danni al suo insediamento, nella primavera 2015, come richiesto dal consigliere Bolis con apposita diffida, ma preferì correre il rischio e andare avanti: ora che il bubbone è scoppiato si faccia un esame di coscienza e ci risparmi la solita solfa dei danni economici a carico di BEA! se ce ne saranno, dovranno essere risarciti da coloro che li hanno causati! Ma l’annullamento della gara è fuori discussione e va fatto immediatamente, senza se e senza ma.

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Il civismo politico di Ambrosoli e della sua lista è defunto. Dei cinque consiglieri del Patto Civico, uno, Micheli, si è dato alla carriera politica diventando sindaco; un altro, Castellano, ha preferito incarichi di peso nella pubblica amministrazione, e un terzo, il leader Ambrosoli, è intenzionato a portare quel che resta del suo civismo in banca.
Se queste è la grande lezione dei civici c’è da stare freschi. Il primo impegno di un “civico” dovrebbe essere quello di portare a termine il mandato che i cittadini gli hanno conferito, senza saltare da una poltrona all’altra a seconda delle convenienze.
Per il M5S dare voce alle tantissime realtà di cittadini impegnate sul territorio come volevano fare i civici è ben altro.
Pur non essendoci formalmente incompatibilità tra Ambrosoli consigliere regionale e Ambrosoli presidente di banca, diamo per scontate le sue dimissioni dal Consiglio Regionale: ci sarebbe un’inopportunità politica enorme nel doppio ruolo!

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Oggi ho portato in Regione il degrado della linea ferroviaria S9 Seregno-Saronno, la tristemente nota “linea dello spaccio”. Ho chiesto all’Assessorato ai trasporti di attivarsi affinché siano garantiti adeguati livelli di sicurezza ai passeggeri e agli operatori Trenord (prevenzione e controllo sui convogli ferroviari, utilizzo di guardie giurate, utilizzo di materiale rotabile con un ridotto numero di vagoni aperti all’utenza nelle ore di morbida) e di impegnarsi per il rilancio della tratta in un’ottica di fruizione turistica del Parco delle Groane (apposite iniziative e campagne informative, maggiore integrazione con i servizi di Trasporto Pubblico Locale, adeguata accessibilità – convogli e stazioni – ai visitatori in bici).

La S9, che su diversi tabelloni di Trenord nemmeno esiste, merita la messa in sicurezza prima e il rilancio poi. Ad agosto le linee sono addirittura state soppresse dalla prefettura per bloccare il traffico di droga: si tratta di una vera e propria resa dello Stato ed è inaccettabile. La situazione è gravissima e la Regione Lombardia deve fare la sua parte per garantire la sicurezza e rilanciare la linea.

L’Assessore regionale ai trasporti Alessandro Sorte ha ammesso l’esistenza del problema, informando che la Regione Lombardia ha chiesto al governo il potenziamento delle forze dell’ordine, senza ricevere risposta. Sorte ha inoltre descritto il progetto della Regione relativo alle guardie armate sui convogli (“3 milioni di euro nello scorso bilancio”) ma ha anche sostenuto che è impensabile che questo tipo di servizio risolva tutte le criticità o copra tutte le linee, in quanto il costo del biglietto crescerebbe enormemente. C’è l’impegno di utilizzare questi uomini anche sulla linea S9.

Verificherò che l’impegno si traduca in realtà. Bene l’arrivo delle guardie armate ma non basta. Spiace che l’Assessore non abbia speso una parola per il rilancio della linea, anche dal punto di vista turistico. Per eliminare il degrado serve, oltre ad un investimento in sicurezza, che la linea S9 sia più vissuta e frequentata. La S9 deve diventare la “porta di ingresso” al Parco delle Groane per le famiglie, gli sportivi e tutti coloro che vogliono passeggiare o pedalare in una delle rare oasi di verde a due passi da Milano. Questo è l’unico modo per salvare davvero la Seregno-Saronno dal degrado!

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Ancora convalescenti dalla batosta alle elezioni di Vimercate (la prognosi è tuttora riservata, chissà se si riprenderanno mai dal trauma…), dove gli elettori hanno deciso di cambiare radicalmente preferendo un Sindaco a 5 Stelle e terrorizzati all’idea che la cosa si ripeta l’anno venturo a Monza, a Cesano Maderno o a Lissone, i poveri Dem brianzoli esorcizzano le proprie paure alla loro Festa dell’Unità, facendo dibattiti sul Movimento 5 Stelle.

Avete capito bene, il problema principale del PD in Brianza siamo noi!

Non il trasporto pubblico al collasso, non le irregolarità nella gestione dell’inceneritore di Desio già confermate dall’Anticorruzione, non la mancanza di trasparenza in Brianzacque: la loro priorità è parlare di come battere il M5S alle prossime elezioni.

Se non è teatro dell’assurdo questo.

Tra gli attori della sceneggiata c’è un certo Tommaso Currò, grande attrazione per piddini, in quanto parlamentare da tempo fuoriuscito dal M5S per gettarsi nelle braccia di Renzi. Insomma per “vedere da dentro, con testimonianze e riflessioni il fenomeno politico del M5S” hanno chiamato uno che del Movimento non ha capito nulla e che è pronto a dirgli esattamente quello che vogliono sentirsi dire.

Per fortuna che volevano “vedere da dentro” il Movimento… perché se lo volevano vedere da fuori avrebbero chiamato gli extraterrestri!

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Per capire il “fenomeno politico” del MoVimento basta leggere le nostre regole organizzative, si trovano facilmente on line, e capire come portiamo nelle istituzioni le nostre idee e i nostri programmi. Tutto qui. Non ci sono retroscena. Sappiamo che è difficile da capire per loro, ma il MoVimento è quello che dice e quello che fa. Né più né meno.

Ma visto che siamo in vena di confidenze, cari piddini, un segreto per vincere le elezioni ve lo vogliamo svelare: lavorare per il bene dei cittadini, senza secondi fini e senza pensare alle poltrone. Sappiamo che è dura per voi ma ce la potete fare!

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Siamo arrivati al terzo o quarto annuncio trionfale di Maroni, nel giro di un anno, in merito alla permanenza del Gran Premio di F1 a Monza. Quand’anche arrivasse la firma del contratto con Ecclestone, i giochi non sarebbero comunque chiusi.

Ci rivolgeremo all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e alla Direzione Generale della Concorrenza della Commissione Europea per verificare se la novantina di milioni di euro di soldi pubblici che la Regione intende spendere per il GP non rappresentino un aiuto di Stato illegittimo. Il rispetto delle leggi sugli aiuti di stato e la concorrenza non è un optional; non è che uno coi soldi dei cittadini può fare quello che gli pare.

Non siamo pregiudizialmente contro la permanenza dell’autodromo nel Parco di Monza (per noi dovrebbero essere i cittadini monzesi a pronunciarsi con un referendum), ma un investimento di denaro pubblico così ingente non è giustificato in mancanza di dati certi sull’indotto per l’economia monzese e brianzola e senza la certezza che si stia rispettando la legge.

 

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E’ arrivato puntuale il commento del presidente di Bea, Daniela Mazzuconi, al pronunciamento dell’Anticorruzione in merito al nostro esposto sulla gara per la nuova turbina del forno inceneritore di Desio. Si può riassumere facendo ricorso alla tradizione popolare napoletana: “chi ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, scurdámmoce ‘o ppassato”.

L’importante per la Mazzuconi è che “tra pochi giorni l’impianto di Desio ricomincerà a funzionare completamente rinnovato” e che questo rinnovamento sia frutto di una gara irregolare da 7 milioni e mezzo di euro che andava annullata sembra essere un dettaglio poco significativo.

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Grazie a una mia mozione approvata dal Consiglio Regionale nell’aprile del 2015, l’assessorato alle Infrastrutture e Mobilità si era impegnato ad attivare un tavolo tecnico-politico tra Regione e concessionaria Autostrada Pedemontana Lombarda con la partecipazione dei Consiglieri Regionali del territorio, con l’obiettivo di sollecitare e verificare periodicamente l’effettiva realizzazione di tutte le opere di mitigazione e compensazione ambientale previste per le tratte A e B1, la Tangenziale di Varese e il primo lotto della Tangenziale di Como dell’Autostrada Pedemontana Lombarda.

La mozione prevedeva anche l’attivazione di un sistema di monitoraggio che verificasse trimestralmente lo stato di avanzamento lavori con puntuale rendicontazione alle commissioni “Territorio e Infrastrutture” e “Ambiente e Protezione civile”.

Tutto questo in teoria: nella pratica le cose sono andate molto diversamente!

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ARRIVATA LA PRONUNCIA DEFINITIVA DELL’ANAC SUL BANDO TURBINA BEA

CONFERMATE LE IRREGOLARITA’ SOLLEVATE DAL M5S – CANTONE CHIEDE ANNULLAMENTO GARA E TRASMETTE GLI ATTI IN PROCURA DELLA REPUBBLICA E CORTE DI CONTI.

CI AVEVAMO VISTO GIUSTO, FATTI GRAVISSIMI, ORA SI ANNULLI LA GARA, A CASA GIGI PONTI E I VERTICI DELLA SOCIETA’

Nella giornata di mercoledì 3 agosto è pervenuta la delibera dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, presieduta da Raffaele Cantone, in merito all’esposto M5S riguardo alle innumerevoli irregolarità che avevamo riscontrato e reso pubbliche circa la gara a doppio oggetto, dal valore di 7,5 milioni di euro, indetta da Bea per la sostituzione della turbina dell’inceneritore di Desio e aggiudicata a Comef srl.

Il documento riassume tutto l’iter seguito: il nostro esposto del 10 dicembre scorso, la richiesta di chiarimenti a Bea da parte di Anac del 17 dicembre, le controdeduzioni di Bea del 31 dicembre e del 7 gennaio, il primo pronunciamento di Anac del 2 marzo, le ulteriori controdeduzioni di Bea e l’audizione dei vertici societari presso la sede romana di Anac il 6 luglio.

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Pochi giorni fa avevo scritto delle dimissioni del neo direttore generale di Brianzacque. Molto probabilmente sono legate ai forti dubbi sulla trasparenza e la regolarità della selezione che avevamo evidenziato fin da subito. Tra i problemi sollevati, il fatto che la società si rifiutasse di dare tutte le carte della selezione a Marco Fumagalli, uno dei candidati che aveva partecipato al bando.

Fumagalli non si è dato per vinto e aveva chiesto aiuto al Difensore Regionale… che puntualmente ha risposto, dandogli ragione!

Ecco il suo messaggio!

Cari amici, è con soddisfazione che comunico che il difensore civico lombardo ha accolto la mia richiesta di riesame in relazione al diniego di accesso agli atti opposto da Brianzacque a seguito della selezione del Direttore Generale.

Come potete leggere dall’allegato , si afferma che Brianzacque è una società pubblica e pertanto hanno il dovere di esibire i documenti. La società aveva infatti negato l’accesso ritenendo che la selezione fosse di tipo privatistico e come tale non soggetta alle norme della L. 241/90 e delle altre a tutela della imparzialità della procedura (tra cui l’art. 35 della L. 165/2001).

Al di là che il Direttore Generale potrebbe essersi dimesso per le violazioni commesse nell’espletamento della selezione e nelle fasi successive, l’accoglimento della richiesta è una grande vittoria perché riafferma il principio della trasparenza e della partecipazione in queste società che sappiamo essere non di proprietà dei cittadini ma della casta e della partitocrazia.

Vi esorto pertanto ad intensificare le azioni di contrasto ai comportamenti illeciti al fine di garantire che l’acqua sia veramente pubblica e fonte di partecipazione democratica. Dobbiamo altresì essere presidio e tutela della legalità nonché dell’immagine di Brianzacque e della dignità dei lavoratori e delle lavoratrici dell’azienda stessa.

Vi ringrazio fin d’ora per il contributo che potrete dare.

Non possono vincere contro chi non si arrenderà mai.

Marco Fumagalli

Come negli anni precedenti, il ritornello che ci siamo sentiti ripetere dalla giunta è sempre lo stesso.

Ci sono i tagli ai trasferimenti da parte dello stato centrale; abbiamo un residuo fiscale superiore ai 50 miliardi di euro all’anno, che se rimanessero in regione potrebbero risolvere tutti i problemi; abbiamo il vincolo del pareggio di bilancio che non ci permette di fare investimenti come in passato e via discorrendo…

Sono tutte argomentazioni che non intendo certo mettere in discussione: si tratta di dati di fatto con cui noi dobbiamo giocoforza fare i conti, che ci piaccia o no. Il problema per noi è il modo in cui le risorse disponibili vengono spese.

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