La ristrutturazione dell’edificio ex Borsa del Liceo Artistico nella Villa Reale di Monza è ormai una vicenda che si trascina da diversi anni, con gli studenti, i genitori e i docenti esasperati dalla lunga attesa di risposte concrete che, nonostante gli annunci e le promesse della politica, non sono ancora arrivate.
Purtroppo non ci risultano fondate le ultime notizie circolate poche settimane fa, secondo le quali sarebbero già stati stanziati 4,5 milioni di euro da parte di Regione Lombardia. Dopo una serie di approfondimenti, posso dire che questi soldi ancora non ci sono.
Per questo motivo ho depositato una question time alla giunta regionale che verrà discussa in aula mercoledì 3 maggio.

Ad oggi non sono bastate le interrogazioni, le mozioni, gli ordini del giorno, le audizioni in commissione cultura e gli incontri con l’assessore di competenza da parte dei diretti interessati: quei soldi Maroni non li ha ancora messi. In Regione c’è solo una richiesta da parte del Comune di Monza per un finanziamento di 4,5 milioni. Questa richiesta la Regione l’ha semplicemente girata al Ministero dell’Istruzione, che però, a fronte di fabbisogni per l’edilizia scolastica lombarda di 330 milioni di euro, metterà a disposizione meno di 36 milioni.

Mercoledì in aula indicherò alla giunta regionale una strada concreta per reperire i fondi necessari. Ci sono 55 milioni di euro da investire tramite un Accordo di Programma per la valorizzazione del complesso della Villa Reale e del Parco di Monza. Ben 27 milioni non si è ancora deciso come spenderli. Con la mia question time chiedo a Maroni di usare questo “tesoretto” per il recupero dell’ex Borsa.
Insomma, adesso è finito il tempo di scherzare, qui c’è in ballo la vita scolastica degli studenti monzesi che frequentano il liceo artistico e che non possono più essere considerati cittadini di serie b.

Maroni questa volta deve dare una risposta precisa alle attese di tanti studenti di Monza e della Brianza!

A poche settimane dalle elezioni il Comune di Cesano Maderno, guidato dal sindaco Gigi Ponti, ha approvato un contratto ventennale per l’estensione del teleriscaldamento sul territorio comunale: siamo di fronte a una decisione scorretta nel metodo e retrograda nel merito! Ancora »

Da anni partecipo al corteo del 25 aprile del mio comune, Bovisio Masciago, e spesso anche a quello di Milano. Ma quest’anno ho deciso di prendere parte al corteo di Seregno. Perché proprio Seregno?

Perché mi inquietano le ronde alla stazione dei militanti di Forza Nuova.

Perché non mi piace l’incuria in cui il Comune lascia i pannelli dedicati alla Costituzione collocati a suo tempo dal Comitato Antifascista locale.

Perché mi irrita la lapide al cimitero in ricordo ai caduti della Repubblica Sociale.

Ma in realtà è in tutta la Brianza che la situazione è preoccupante, basti pensare alle irruzioni di stampo fascista nei consigli comunali di Desio e di Monza.

Oppure ai cartelli abusivi alla stazione di Cesano.

Insomma, tira una brutta aria in Brianza e non è certo il tempo di abbassare la guardia e sottovalutare certi fenomeni.

Occorre reagire perché chi non ricorda la storia è destinato a riviverla.

Ieri sul Corriere della Sera il direttore del quotidiano cattolico Avvenire ha dichiarato che c’è grande sintonia tra cattolici e il MoVimento 5 Stelle sui grandi temi come il reddito di cittadinanza, il problema degli esclusi e la battaglia contro le liberalizzazioni degli orari di lavoro: “Sono tanti i cattolici che partecipano alle iniziative del Movimento. Se guardiamo ai grandi temi, nei tre quarti dei casi abbiamo la stessa sensibilità”.
A stretto giro è arrivata la replica di Famiglia Cristiana che ha tirato in ballo, tra gli altri, noi portavoce lombardi: “in Regione Lombardia il gruppo dei 5 Stelle ha osteggiato i finanziamenti regionali in favore della libertà di scelta in materia d’istruzione; e si è opposto, con determinazione, alla visita del cardinale arcivescovo di Milano Angelo Scola nell’aula consiliare del Palazzo della Regione”, denunciando le nostre “pulsioni anticlericali e laiciste”.
Direi che nell’incrocio delle due dichiarazioni, al netto dei toni un po’ sopra le righe di Famiglia Cristina, viene fuori bene quello che è il MoVimento 5 Stelle: grande attenzione a molti temi etici e alla difesa dei più deboli in piena sintonia con il pensiero di Papa Francesco, e – allo stesso tempo – rispetto del dettato costituzionale (“La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.”) e della laicità delle istituzioni. Le “pulsioni anticlericali” le lascio volentieri agli editoriali di Famiglia Cristiana.

In un post del 21 ottobre scorso avevo riassunto i numerosi problemi di Pedemontana che rendono estremamente improbabile il suo completamento.

Da allora sono trascorsi sei mesi: cosa è cambiato? Per saperlo una decina di giorni fa ho partecipato ad un incontro con il presidente di Pedemontana Antonio Di Pietro, i sindaci brianzoli e il presidente della Provincia di Monza e Brianza.

Rimando al post di ottobre per un’analisi dettagliata dei problemi sul tavolo; qui di seguito un rapido (si fa per dire…) aggiornamento su cosa è cambiato in base a quanto affermato da Di Pietro. Ancora »

Nel 2014 la Regione Lombardia aveva approvato una legge per la riduzione del consumo di suolo (legge 31 del 2014). Era una legge molto debole, che noi avevamo contrastato duramente in aula perché per un periodo di ben 30 mesi non solo non limitava, ma addirittura favoriva gli operatori nel realizzare le spropositate previsioni edificatorie contenute nei PGT dei Comuni. Si trattava insomma di un liberi tutti per il consumo di suolo!

Una cosa buona però quella legga ce l’aveva: le previsioni edificatorie che non venivano concretizzate entro i 30 mesi sarebbero state congelate in attesa che la Regione, la Città Metropolitana, le Province e i Comuni non recepissero dei nuovi criteri per limitare il consumo di suolo.

Questi famosi 30 mesi stanno per scadere (1 giugno 2017) e con essi stava per svanire anche l’incubo di vedere cementificate aree verdi in Lombardia pari a due volte e mezza l’estensione del Comune di Milano (a tanto ammontano le previsioni edificatorie non ancora realizzate nei comuni lombardi).

Tutto è bene quel che finisce bene dunque? Ancora »

Si è tenuto questo pomeriggio l’incontro tra la rappresentanza dei pazienti dei CAL (Centri Assistenza Limitata) di Carate Brianza e Seregno e l’assessore regionale alla Sanità Giulio Gallera, alla presenza del Direttore Generale dell’ASST di Vimercate Pasquale Pellino.

L’incontro, scaturito dalla question time presentata dal M5S in Consiglio Regionale settimana scorsa, ha permesso ai pazienti e ai loro familiari di spiegare tutti i motivi della loro contrarietà al trasferimento della presa in carico dei dializzati dall’ospedale di Desio a quello di Vimercate.

Ho preso parte all’incontro, avendo seguito la vicenda fin dall’inizio e avendo creato già settimana scorsa un contatto diretto tra l’assessore e i malati.

Questo trasferimento di competenze da Desio a Vimercate, oltre a comportare un grande disagio per i pazienti e le loro famiglie, contrasta palesemente con le direttive regionali contenute nella legge di riforma sanitaria che, per la gestione del paziente cronico e fragile, definisce fondamentale “garantire una risposta ottimale ai bisogni del paziente cronico, in termini di prossimità, presa in cura e continuità assistenziale, attraverso l’integrazione tra strutture sanitarie, assistenziali e sociosanitarie”.  E di “prossimità territoriale al luogo di cura” parla anche una recente delibera regionale sulla presa in carico dei malati cronici. L’esatto contrario di quello che rischia di avvenire per i pazienti dei CAL di Seregno e Carate!

La rappresentanza dei pazienti è entrata nello specifico dei problemi.

A partire dal fatto che i malati potrebbero col passare del tempo e con l’aggravarsi della loro condizione, perdere l’idoneità a svolgere la dialisi nei Centri di Assistenza Limitata (dove non è garantita la presenza di un medico). Costretti alla dialisi in ospedale, i pazienti residenti, ad esempio, nel distretto di Seregno, dovrebbero percorrere in ambulanza o in auto – tre volte a settimana – circa 80 Km tra andata e ritorno per ogni seduta!

Ma anche per i pazienti idonei alla dialisi presso i CAL, le problematiche in corso di seduta che necessitano l’intervento del nefrologo e che renderebbero quindi obbligatorio il trasferimento del malato al Centro Dialisi ospedaliero di riferimento sono tutt’altro che remote: dalle visite mediche (febbre, dolore toracico, ipotensioni sintomatiche) all’accesso vascolare non funzionante fino alla necessità di emotrasfusioni.

Anche i casi di ricovero ospedaliero, per l’insorgere di complicanze cliniche, rappresentano un problema. Se è vero che l’assessore ha assicurato la possibilità di scegliere la struttura in cui effettuare il ricovero, è altrettanto vero che il paziente in emodialisi tenderà a scegliere il ricovero nell’ospedale dove è seguito (quindi Vimercate) poiché ciò garantisce una migliore prosecuzione delle cure e percorsi agevolati per visite specialistiche non nefrologiche.

Ma non è finita. I problemi si avranno anche in prospettiva, per quelle centinaia di pazienti affetti da malattia renale cronica (non ancora in dialisi) che sono in cura a Desio.
Il percorso clinico di questi pazienti inizia in laboratorio, ben prima dell’ingresso in sala dialisi, con un percorso lungo anni, articolato in diverse tappe in cui il rapporto di continuità assistenziale tra paziente ed equipe medica-infermieristica è fondamentale per garantire un livello di cura adeguato.
Mi domando se queste persone, dopo anni in cura a Desio, saranno costrette a rivolgersi ad un’altra struttura ospedaliera con tutti i disagi del caso.

La complessità delle decisioni da prendere è tale che la terapia farmacologica e la gestione delle complicanze è bene siano in capo al nefrologo di riferimento, che deve intervenire tempestivamente e attivarsi per risolvere nel più breve tempo possibile ogni condizione patologica che potrebbe compromettere la possibilità di fare la dialisi e, conseguentemente, la vita del paziente. 

L’incontro di oggi con l’Assessore è andato bene e sono stati fatti passi in avanti. Abbiamo ottenuto l’impegno di Gallera a implementare, entro tre settimane, una nuova convenzione tra l’Asst di Monza e quella di Vimercate. L’obiettivo della nuova convenzione è la presa in carico dei pazienti dializzati condivisa tra le due Asst in modo da permettere di svolgere tutte le fasi assistenziali presso l’ospedale di Desio.

Certo la convenzione va ancora scritta ma l’obiettivo di vedere questi pazienti continuare ad essere curati a Desio sembra possibile. Verificheremo quando la convenzione sarà messa nero su bianco se sarà la risposta che questi cittadini attendono. L’interesse dei pazienti e dei loro familiari deve prevalere su tutto e noi teniamo alta la guardia!

Sabato scorso a Mantova si è tenuta la prima tappa del tour #OraToccaANoi per la stesura del programma del MoVimento 5 Stelle Lombardia in vista delle elezioni regionali del 2018.

E’ stata una bellissima esperienza e una preziosa occasione di confronto. Nella prima parte dedicata all’esposizione dei temi ho presentato il piano energetico e il piano per l’economia circolare; nel pomeriggio, nel corso dei tavoli di lavoro, sono emerse numerose idee che contribuiranno ad arricchire e ad articolare meglio la stesura del programma.

Grazie a tutti i partecipanti con i quali abbiamo condiviso una bella giornata all’insegna della condivisione e del confronto!

In attesa di rivederci il 6 maggio a Bergamo per la seconda tappa del tour, vi segnalo che i video degli interventi, le presentazioni e le proposte emerse sono online a questo indirizzo.

Avanti tutta verso una Lombardia a 5 Stelle!

 

 


Oggi il Consiglio regionale ha discusso la question time che ho presentato sul caso dei pazienti nefropatici in trattamento dialisi nei centri C.A.L. (Centro Assistenza Limitata) di Carate Brianza e Seregno che non saranno più seguiti dal Presidio ospedaliero di Desio ma saranno presi in carico dal Presidio ospedaliero di Vimercate. L’interrogazione chiedeva di trovare rapidamente una soluzione per evitare di sottoporre i pazienti (e le loro famiglie) a gravi disagi legati alla necessità di sottoporsi a visite, trattamenti e controlli frequenti presso il lontano ospedale di Vimercate. Ancora »

 

Ieri ho partecipato all’incontro tenutosi in Giunta Regionale per la presentazione del progetto “Pedemontagne” alla presenza dei sindaci interessati, Autostrada Pedemontana, Cal e la Provincia di Monza e Brianza.

Si va verso un ridimensionamento del progetto Pedemontagne, definito dagli stessi tecnici della Regione “una provacazione” del Presidente di Pedemontana Antonio Di Pietro. Le Pedemontagne difatti presentano numerose problematiche di carattere autorizzativo (per alcune di esse bisognerebbe addirittura ritornare al Cipe per una revisione delle autorizzazioni concesse) ed un impatto visivo e paesaggistico davvero enorme, in un contesto di pianura come quello brianzolo. Bene ha fatto il sindaco di Vimercate Francesco Sartini a dire no a questa stravagante proposta.

Ha decisamente più senso l’idea avanzata dai tecnici della Regione: l’utilizzo della terra di scavo per riempire alcune cave ormai esaurite. Si ipotizza di utilizzare circa 9 milioni di metri cubi di terra – sui 14 milioni complessivamente previsti – per il ritombamento cave. Da valutare caso per caso, ma l’idea di andare a recuperare il “livello campagna” di alcune cave (che – la storia ci insegna – spesso vengono trasformate in discariche per rifiuti) è sicuramente più intelligente che piazzare delle montagne di terra lungo il percorso dell’autostrada!

Detto questo, è comunque bene ricordare che stiamo parlando di un progetto da concretizzare durante i lavori di realizzazione delle tratte mancanti dell’autostrada, tratte che non hanno ancora visto l’approvazione dei progetti esecutivi e che mancano completamente dei necessari finanziamenti. Insomma, stiamo parlando di un progetto al momento ancora ben di al di là dall’essere realizzato.

La soluzione più intelligente a tutti i problemi di Pedemontana resta quella di fermare l’opera là dove è arrivata e lavorare sul miglioramento del trasposto pubblico e della rete viaria esistente.

Molti cittadini, ricordando la risoluzione del consiglio regionale della Lombardia che nel 2013 approvò la nostra proposta di progressivo spegnimento degli inceneritori più vecchi, ci chiedono informazioni circa il piano di dismissione: è proprio il caso di fare il punto su questa importante questione! Ancora »

Nei prossimi giorni circa 100 pazienti nefropatici in trattamento dialisi nei centri C.A.L. (Centro Assistenza Limitata) di Carate Brianza e Seregno non saranno più seguiti dal Presidio ospedaliero di Desio ma saranno presi in carico dal Presidio ospedaliero di Vimercate, in virtù dei nuovi assetti organizzativi voluti dalla riforma sanitaria approvata nei mesi scorsi in Regione Lombardia.

Il passaggio di consegne tra Desio e Vimercate comporterà enormi disagi per i dializzati e le loro famiglie. Ancora »

21. marzo 2017 · 5 commenti · Categorie:Antifascismo, M5S · Tag: ,

 

AVVISO IMPORTANTE: La storia che state per leggere riguarda una persona accecata dall’odio che ha completamente perso il senso della misura. Noi del M5S non abbiamo niente da spartire con una persona che si pone in questo modo: non mettiamoci al suo livello, voliamo alto ed evitiamo qualsiasi commento nei confronti di questa persona. Noi siamo oltre queste miserie!

 

Tra i post su Facebook di Iuri Caturelli, ex Assessore all’urbanistica di Limbiate del PD e oggi tra i membri del Consiglio di Amministrazione di BEA, la società pubblica che gestisce l’inceneritore di Desio, sono reperibili minacce di morte e offese gravissime nei confronti del M5S.

Le minacce sono ripetute nel corso del tempo e assumono varie forme verbali, tra cui “li schiacciamo come le merde”, “questi vanno estirpati come la gramigna” o “li lascerò perdere quando saranno annientati”, “se dovessi accorgermi che sto morendo chiederei la tessera del m5s così almeno una volta finita morirà un grillino”, “un giorno da bimbo seduto sulle ginocchia di mio nonno, comunista partigiano combattente, gli domandai nonno ma tu hai mai conosciuto fascisti buoni? Lui mi rispose sì ma mai vivi. Così come oggi i grillini”.

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Apprendo con grande stupore, a seguito di un’interrogazione del nostro portavoce di Agrate Brianza Natale Cipolla, che Brianzacque ha denunciato il referente del Comitato Beni Comuni di Monza, Biagio Catena, per diffamazione, sembra a seguito di un Comunicato di contenuto peraltro non troppo distante dai miei post relativi alla selezione del direttore generale.

Nell’esprimere solidarietà a Biagio, mi auguro che la magistratura faccia presto chiarezza e verifichi se le affermazione contenute nel comunicato possano ritenersi o meno diffamanti, così da restituire a Biagio e al Comitato la piena serenità nell’esprimere le proprie idee.

Biagio, vale la pena ricordarlo, era già stato querelato nel 2013 dall’ex presidente di Brianzacque, l’avvocato Filippo Carimati, e nella sentenza di assoluzione il giudice ebbe a dichiarare “le espressioni critiche utilizzate dal Presidente del Comitato sono strettamente correlate alla denuncia di fatti concreti con l’obiettivo di segnalare la scarsa trasparenza della politica”. Sono certo che anche questa volta finirà con un’assoluzione. Intanto però l’azienda ha speso ben 7.580 euro di soldi pubblici per denunciarlo.

Il Comitato aveva perfino previsto che nessuno avrebbe ricoperto il ruolo di DG, cosa che poi è effettivamente successa. Unica cosa che non aveva indovinato è che il Presidente Boerci si sarebbe nominato lui stesso direttore con il relativo emolumento senza averne i requisiti!

Noi abbiamo fiducia nella magistratura e siamo certi che Biagio sarà assolto e che l’occasione sarà utile per fare chiarezza su questa e altre vicende di Brianzacque.

Qualche settimana fa, sulla base di alcune segnalazioni, avevo denunciato la modalità impropria con la quale sembrava fossero impiegati i volontari presso il complesso monumentale del Parco e della Villa Reale di Monza.

A seguito di una mia interrogazione sul tema ho ricevuto la risposta dell’Assessore Regionale Cristina Cappellini, risposta che francamente non trovo convincente: al contrario le argomentazioni addotte sembrano confermare le criticità che avevo già espresso.

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Esiste un modo relativamente semplice per ridurre il consumo di energia (e l’inquinamento) negli edifici dotati di riscaldamento centralizzato: installando valvole termostatiche e sistemi di contabilizzazione del calore nei condomini è possibile regolare con precisione la temperatura nei vari locali e pagare di conseguenza solo quello che si consuma. In questo modo si incentiva una corretta regolazione delle temperature e si ottengono sensibili risparmi energetici ed economici che ripagano in fretta i costi di adeguamento dell’impianto (costi che peraltro sono facilmente finanziabili tramite società speciliazzate – ESCO, Energy Service Company – o appositi strumenti bancari).

Sulla carta, l’obbligo di installazione di questi sistemi è stato istituito in Lombardia con una legge regionale del 2011 e sarebbe dovuto andare a regime entro il 2014.

Nei fatti la legge non ha trovato applicazione concreta perché negli anni si sono susseguiti vari rinvii pasticciati che hanno creato notevole incertezza tra i proprietari e gli addetti ai lavori. L’estenuante “tira e molla” sembrava finalmente superato a partire dal 1° gennaio 2017 quando l’obbligo è diventato pienamente operativo con tanto di controlli e sanzioni. Sembrava… invece la politica ci ha messo di nuovo lo zampino e ha combinato l’ennesimo pasticcio!

Premessa: a fine dicembre, con il cosiddetto “decreto milleproroghe”, è stata rinviata dal 31.12.2016 al 30.06.2017 la scadenza di una norma nazionale analoga a quella regionale. Il partito democratico, preso da cieca smania statalista e centralizzatrice, ha colto la palla al balzo e a gennaio ha proposto una mozione per adeguare la norma regionale alla nuova scadenza nazionale.

Il gruppo consiliare della Lega Nord, contro il parere della propria giunta, ha pensato bene di esaudire la richiesta del PD presentando un progetto di legge che si inchina allo Stato centrale svilendo il potere normativo della Regione: infatti non esiste alcun obbligo di rispettare la normativa nazionale in questo campo!

A quel punto il Partito Democratico, pur in evidente imbarazzo di fronte a un provvedimento davvero poco illuminato, per “coerenza” non ha potuto far altro che approvare la proposta centralista della Lega!

In questo scenario surreale il M5S è stata l’unica forza politica che ha votato contro perché non esiste un solo motivo per giudicare positivamente questo ennesimo rinvio: dopo aver (faticosamente!) anticipato lo Stato centrale è un totale controsenso che ora Regione Lombardia si fermi volontariamente ad aspettare!

La scusa della crisi economica non regge perché, come dicevo, tramite ESCO o appositi strumenti finanziari è ormai possibile eseguire interventi di riqualificazione energetica senza dover investire di tasca propria. Inoltre, decidere a metà marzo di rinviare un termine scaduto da due mesi e mezzo non è assolutamente corretto nei confronti dei cittadini che si sono adeguati per tempo e premia ingiustamente chi non ha rispettato la scadenza!

Insomma, dopo anni di incertezza normativa, anziché fare chiarezza la Regione continua ad apparire in grave stato confusionale!