inquinamento

L’inquinamento atmosferico in Lombardia è un problema che si trascina da decenni. L’inerzia e la miopia dei governi nazionali e regionali che si sono succeduti hanno generato un incredibile ritardo che ogni anno provoca enormi danni sanitari e sociali: a livello nazionale si stimano costi per circa 100 miliardi di euro nel 2010 (dati OCSE).

A questi costi “nascosti”  bisognerà aggiungere, probabilmente, i costi “vivi” della maxi multa (oltre 1 miliardo di euro!) che l’Unione Europea potrebbe infliggere all’Italia in relazione alle due procedure d’infrazione aperte nel 2014 e 2015 per il superamento dei livelli di ossidi di azoto e polveri sottili. Oltre al danno la beffa, perché come al solito saranno i cittadini a dover pagare per l’incapacità dei governi nazionali e regionali!

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Partecipazione, trasparenza e coinvolgimento di tutti. Nel Movimento 5 Stelle funziona così la selezione per i candidati sindaco e consiglieri comunali.

Con l’arrivo del 2017 è giunto il momento di lavorare concretamente per le prossime elezioni amministrative. Sono trascorsi cinque anni dall’ultima tornata elettorale che vide per la prima volta l’ingresso del MoVimento 5 Stelle nel Consiglio Comunale di Monza. Se l’obiettivo del 2012 era portare la voce dei cittadini dentro le istituzioni ora il nostro compito è più importante: insieme a tutti i monzesi intendiamo mettere a frutto l’esperienza maturata in questi anni per realizzare un cambiamento netto nel modo di amministrare la nostra città. Il lavoro partecipato per definire il nostro programma prosegue e sarà presto presentato.

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La Commissione regionale Ambiente ha approvato all’unanimità una risoluzione del M5S Lombardia sulla rete di teleriscaldamento dell’inceneritore di Silea a Valmadrera (Lecco).

La risoluzione, che dovrà essere sottoposta al voto del Consiglio nelle prossime settimane, prevede l’attivazione di un tavolo tecnico di lavoro con la Direzione Generale Competente di Regione Lombardia e la ditta Silea S.p.A, al fine di tenere costantemente monitorato l’iter della prescrizione della realizzazione della rete di teleriscaldamento legata all’inceneritore di Valmadrera con particolare riferimento all’esito dell’effettuazione:

a) dell’indagine epidemiologica attualmente in corso sugli impatti sulla salute generati dall’impianto,

b) della ricognizione degli impianti di riscaldamento domestico che verrebbero sostituiti dalla rete di teleriscaldamento,

c) del confronto di carattere quantitativo e qualitativo – a parità di calore generato – tra la stima delle emissioni delle caldaie esistenti che verrebbero sostituite e quelle dell’impianto di incenerimento

d) dell’analisi delle aree territoriali di ricaduta degli inquinanti presenti nelle emissioni dell’inceneritore al fine di verificare se queste coincidano con le aree che godrebbero del miglioramento ambientale dovuto alla sostituzione degli impianti di riscaldamento domestico con il teleriscaldamento.

Eravamo partiti, mesi fa, con un testo molto più duro che chiedeva di togliere la prescrizione di Regione Lombardia relativa alla realizzazione della rete di teleriscaldamento, in modo da lasciare la piena libertà ai comuni soci dell’impianto di decidere se procedere o meno con la realizzazione della rete. Le grosse reti di teleriscaldamento non ci piacciano, in quanto le consideriamo ormai obsolete dato che è molto meglio investire le risorse pubbliche nell’efficientamento energetico degli edifici, piuttosto che bruciare rifiuti – che arrivano da chissà dove – per riscaldare le case.

Inoltre questi impianti rappresentano oggettivamente un freno alla possibilità di dismettere quantomeno una parte degli inceneritori lombardi, che ormai da anni sono in sovrannumero rispetto alle esigenze della nostra regione.

Abbiamo dovuto fronteggiare alcuni aspetti di carattere giudirico/amministrativo e soprattutto i diversi orientamenti delle altre forze politiche, per cui alla fine il testo approvato si orienta sull’idea affiancare l’iter della prescrizione regionale della realizzazione del teleriscaldamento alla effettuazione di ulteriori approfondimenti tecnici legati agli impatti sulla salute dei cittadini e alle ricadute degli inquinanti emessi dal forno.

Come primo firmatario della risoluzione sono soddisfatto perché si tratta di un segnale di attenzione da parte della Regione nei confronti del dibattito che si è sviluppato negli ultimi mesi sul territorio, che spero possa proseguire nella maniera più libera possibile e porti i soci di Silea ad abbandonare questo assurdo progetto.

Al momento l’unica cosa certa è che il forno di Valmadrera contribuisce a quella sovracapacità impiantistica di incenerimento della nostra regione che tutte le forze politiche – a parole – dicono di voler contrastare. Piuttosto che investire milioni di euro in obsoleti progetti di teleriscaldamento, bisognerebbe concentrarsi su un serio piano di riconversione del forno lecchese in un impianto pulito di recupero di materiali post consumo. Ne deriverebbero evidenti benefici ambientali, sanitari e occupazionali per i cittadini lecchesi.

In arrivo la riduzione dei servizi su 7 linee bus e la soppressione totale, dal 1° febbraio 2017, delle linee Z225 (Nova Milanese-Sesto San Giovanni) e Z227 (Monza-Lissone-Muggiò) che trasportano ogni giorno circa 4000 passeggeri ciascuna.
Come si legge nel comunicato della Provincia, la riduzione “pari al 9,4% delle percorrenze 2016” si sarebbe resa necessaria per garantire il pareggio del bilancio dell’Ente.

Come si è potuto arrivare a una scelta così drastica? Le motivazioni sono diverse e sono note da tempo: il M5S ha avuto modo di occuparsene più volte anche con atti in consiglio regionale per sopperire ai ripetuti tagli governativi ai servizi di trasporto locale.

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Il mercurio è un metallo dannosissimo per l’ambiente e la salute umana. Per questo motivo l’Unione Europea ha vietato da anni la vendita di termometri a mercurio, tuttavia sono ancora molti i prodotti di uso comune che lo contengono: batterie, pile per orologi, vernici, lampadine e tubi fluorescenti, solo per citare alcuni esempi.

Proprio per evitare la contaminazione dell’ambiente è importante che a fine vita tali prodotti siano correttamente differenziati; purtroppo solo una piccola parte viene differenziata: basti pensare che in Italia solo 1 lampada fluorescente su 5 viene recuperata in modo ecologico. Tutte le altre, per vari motivi che spaziano dalla rottura accidentale alla scarsa informazione, si perdono nei rifiuti indifferenziati e così, senza alcuna possibilità di controllo, vanno a finire in discarica o in un forno inceneritore: durante la combustione il mercurio evapora ed esce dal camino con i fumi.

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Due dei miei ordini del giorno al bilancio regionale sono stati approvati dall’aula.

Il primo chiede di investire nelle competenze digitali dei giovani lombardi.

Il mondo dell’Ict e dei servizi digitali è uno dei più frizzanti dal punto di vista occupazionale. Le stime del Cedefop (Agenzia di ricerca sull’istruzione e la formazione tecnica e professionale nell’Unione Europea) prevedono per l’Italia, tra 2015 e 2025, la creazione di nuove opportunità occupazionali (dipendenti e autonomi) per oltre 2 milioni di profili tecnici intermedi. I numeri lasciano quindi pensare che il digitale – in tutte le sue sfumature – sia un ambiente fertile per chi si deve formare e lanciare sul mercato del lavoro.

L’offerta formativa di Regione Lombardia è però carente di percorsi in competenze digitali, difatti gli indirizzi maggiormente frequentati sono benessere/cura della persona e ristorazione (rispettivamente 13.000 e 10.500 allievi), seguiti dall’indirizzo elettrico e meccanico.

Per offrire ai ragazzi le competenze necessarie per andare incontro alle nuove opportunità occupazionali del mercato del lavoro ho chiesto e ottenuto uno stanziamento di risorse per l’anno scolastico 2017/2018 per incrementare l’offerta formativa con dei percorsi mirati all’acquisizione di competenze digitali.

Con l’altro ordine del giorno ho affrontato uno dei temi più caldi riguardo l’energia rinnovabile: la diffusione dei sistemi di accumulo. In primavera la Regione aveva messo a disposizione due milioni di euro in contributi per l’acquisto di sistemi di accumulo di energia elettrica da impianti fotovoltaici. Il bando aveva avuto un enorme successo tanto che i contributi erano andati esauriti in pochissimo tempo.

I sistemi di accumulo aumentano l’autoconsumo di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e diminuiscono le emissioni di gas serra derivanti dalla produzione di energia da combustibili fossili. Per questo motivo ho chiesto il rifinanziamento del bando!

Ora, come sempre in questi casi, aspettiamo che alle votazioni in consiglio regionale seguano i fatti concreti!

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La giunta regionale ha pubblicato ai primi di ottobre una “manifestazione di interesse” per la selezione del nuovo Direttore Generale del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza.

In questa manifestazione di interesse si definisce la procedura di selezione: si costituisce una commissione tecnica di valutazione delle candidature che ha il compito di sottoporre al Governatore Maroni una rosa di candidati e lui sceglierà a chi affidare l’incarico.

Tutto regolare? No, mica tanto…

Nella stessa manifestazione di interesse si cita espressamente lo Statuto del Consorzio, che all’articolo 14 recita:

Il Direttore Generale è nominato dal Presidente del Consorzio, su designazione del Presidente di Regione Lombardia, d’intesa con gli altri Consorziati Promotori, nel rispetto di tutte le norme di legge e contrattuali che disciplinano il pubblico impiego, fra persone di riconosciuta professionalità nei vari settori della gestione dei beni culturali ed ambientali

Ora, dato che lo Statuto dice che il Direttore Generale è nominato nel rispetto di tutte le norme di legge che disciplinano il pubblico impiego è fuori discussione che si debba applicare il Testo Unico sul Pubblico Impiego (cioè il decreto legislativo 165 del 2001) che all’art. 35 prevede che spetti alla commissione tecnica di valutazione la scelta imparziale del candidato! A Maroni spetta solo la “ratifica” formale di tale scelta, in qualità di Presidente dell’autorità che fa il bando. Stop.

Il Consorzio nel suo Statuto ha dichiarato di assoggettarsi alla normativa sul pubblico impiego e quindi si deve rispettare l’iter pubblicistico!

Tutto questo è assolutamente scontato, se si pensa che il Direttore Generale in un ente pubblico è un pubblico dipendente (oltre che una figura di carattere gestionale) e non una figura politica. La scelta deve quindi passare da una selezione pubblica che garantisca trasparenza e oggettività. La commissione deve stilare una graduatoria con i punteggi e il più bravo viene nominato. Non esiste spazio discrezionale da parte di Maroni!

Ho depositato un’interrogazione regionale per sollevare il problema… aspetto Maroni al varco! Basta con le nomine di amici e amici degli amici al posto di chi merita davvero!

acqua

Il M5S e il Comitato Beni Comuni di Monza e Brianza si battono da anni per ottenere una gestione pubblica del servizio idrico nel pieno rispetto dei principi di legalità e trasparenza mentre nei fatti le scelte operate dai vertici di Brianzacque e sostenute dai Soci continuano purtroppo ad andare nel senso contrario. Qui di seguito evidenziamo i punti critici.

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Oltre 90 mila euro per una missione a Johannesburg. E’ questa la somma monstre sborsata dalla Lombardia per presentare le imprese lombarde al summit organizzato a in Sud Africa dal Forum Ambrosetti il 18 e 19 ottobre scorso. Diciamolo chiaramente: i progetti d’internazionalizzazione delle imprese sono utili; un’occasione da non perdere per le aziende che vogliono aprirsi a nuovi mercati.

Peccato che, come vedremo dai dati che abbiamo ottenuto grazie a un accesso agli atti, se organizzati dal Vice Presidente della regione Fabrizio Sala, risultino ben lontani dal raggiungere i risultati sperati e il rapporto costi-benefici lasci molto a desiderare.

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Nei giorni scorsi è esploso il caso della cucina dell’ospedale di Desio, chiusa nel mese di settembre e sottoposta a bonifica per la presenza di scarafaggi ed escrementi di topi. Secondo quanto riportato dai mezzi d’informazione, il problema sarebbe emerso in occasione del passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo gestore dei servizi di ristorazione.
E’ gravissimo che la cucina di un ospedale pubblico sia stata così trascurata nell’igiene ed è molto preoccupante la sensazione che siano mancate le dovute verifiche da parte dell’ospedale.

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Sono trascorse circa due settimane dalla pubblicazione del post con il quale avevo evidenziato l’istruttoria in corso su Brianzacque presso la Corte dei Conti, relativa ad aumento delle spese per consulenze e incarichi esterni, modalità di conferimento di questi incarichi, procedure di selezione dei dirigenti, mancata procedura selettiva per la stipula dei contratti a tempo determinato.

Come M5S avevamo già denunciato a più riprese le irregolarità che sarebbero state compiute nella selezione per il conferimento dell’incarico di direttore generale, in particolare:
1) ammissione alla procedura selettiva di un parente del Presidente della Provincia nonché Sindaco del Comune di Cesano Maderno, nonostante il divieto, posto dal bando, alla partecipazione di soggetti legati da vincoli di parentela con esponenti politici di Enti soci di Brianzacque;
2) mancata attribuzione dei punteggi ai candidati da parte della Commissione, nonostante la previsione del bando, e conseguente conferimento di potere discrezionale nella scelta al Consiglio di Amministrazione, ovvero a un organo politico carente di adeguate competenze a giudicare la professionalità dei candidati stessi.

Nello scorso mese di luglio avevo espresso forti dubbi riguardo le improvvise dimissioni del’ing. Facchinetti, dopo nemmeno due mesi dalla nomina a Direttore Generale.

Ma ancora più “strana” è la mancata nomina del suo successore. Ancora »

Con un emendamento alla legge di bilancio a firma Guido Guidesi (Lega Nord) e Francesco Laforgia (PD), il Partito Democratico ha definitivamente gettato la maschera: al di là delle tante ambiguità dei sindaci, del gruppo regionale e del ministro Delrio, con questo vergognoso inciucio hanno spianato la strada alla realizzazione dell’opera grazie alla garanzia di Regione Lombardia.

Questo conferma che il PD è perfettamente allineato alla Lega nel voler proseguire un’opera devastante e antistorica, con buona pace dei democratici brianzoli e in particolare del presidente della Provincia Gigi Ponti che ha così rimediato l’ennesima figuraccia: infatti proprio lui si era speso per ottenere una sponda dal ministro Delrio affinché si rivedesse il progetto, che invece andrà avanti alla faccia di tutti!

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Ieri sera, di fronte alla massiccia affluenza alle urne, ho ripensato con una certa preoccupazione alla colossale campagna di marketing messa in piedi dal rottamatore e dai suoi amici a suon di milioni e ho temuto che avesse sortito i suoi effetti: ho cominciato a prepararmi psicologicamente a un’eventuale vittoria del si.
Invece NO.
L’arroganza, i soldi, i media di regime, la propaganda patinata e le balle mostruose per “vendere” la riforma non sono serviti.
 
Renzi ha dimostrato di essere un avventuriero della politica, un giocatore d’azzardo. Nel suo delirio di onnipotenza ha voluto strafare, ha scommesso tutto su una riforma che, al netto del marketing, non avrebbe dato alcun vantaggio ai cittadini. Il suo bolide luccicante, lanciato alla massima potenza verso il 4 dicembre, si è schiantato per effetto della sua stessa smisurata arroganza.
 
Oggi non festeggio la sconfitta di un avversario: Renzi non è mai passato dalle elezioni, nemmeno stavolta.
Oggi festeggio la salvezza dell’attuale Costituzione: una Costituzione che ha dimostrato di avere gli anticorpi giusti permettendo ai cittadini di dire l’ultima parola su una riforma che non vogliamo.
 
La Costituzione è già stata riformata più volte e potrà cambiare ancora a condizione che al centro rimangano la sovranità popolare, il bene dei cittadini, l’equilibrio tra i poteri, l’autonomia dei territori.
 
W LA COSTITUZIONE!

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Il M5S si sta muovendo ad ogni livello per sollecitare le istituzioni a non abbandonare gli ex lavoratori della Bames di Vimercate, società, ormai fallita, che occupava lo storico stabilimento di Celestica ed Ibm, e rilanciare un polo tecnologico importante e strategico per il nostro territorio.

La nostra interrogazione fa seguito a quella del deputato 5 stelle Davide Tripiedi del marzo scorso, in cui ha richiesto al Governo di assumere iniziative per favorire un piano di ricollocamento urgente per tutti gli ex dipendenti delle fallite aziende Bames e della controllata Sem e di promuovere un piano di reindustrializzazione dell’imponente sito aziendale, anche alla luce di un impegno formale di Regione Lombardia che avrebbe dovuto prevedere l’avvio di un percorso volto a rilanciare il settore ICT sul territorio.

Obiettivo del progetto era quello valorizzare il capitale umano e tecnologico in collaborazione con i diversi livelli di governo nazionale e locale. Parole che sono rimaste solo belle intenzioni, dato che, a distanza di quasi due anni, la situazione degli ex lavoratori non è cambiata.

Sulla vicenda si è attivato anche il sindaco M5S di Vimercate Francesco Sartini che, dopo un confronto diretto con le parti in causa, sta predisponendo un sollecito formale nei confronti del Governatore Maroni. Come gruppo regionale abbiamo appena depositato un’interrogazione per spronare Maroni affinché, come aveva promesso un paio d’anni fa, si dia da fare per favorire la reindustrializzazione del sito.

Insomma, il M5S si sta muovendo a tutti i livelli istituzionali per tentare di sbloccare una situazione impantanata da troppo tempo. Da un lato i lavoratori hanno il diritto a ricevere risposte concrete e certe sul loro futuro, dall’altro il territorio ha bisogno di tornare ad essere un faro nel campo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Attendiamo fiduciosi la risposta e un segnale forte dalla Regione.

ospedale-bambini-monzaUn buco in bilancio da quattordici milioni: è per questo motivo, in estrema sintesi, che la Fondazione Monza e Brianza per il Bambino e la sua Mamma è da alcuni mesi al centro dell’attenzione delle cronache.

La Fondazione MBBM è stata fondata nel 2005 per mettere a frutto e sviluppare l’esperienza di 25 anni di risultati positivi del Comitato Maria Letizia Verga nella cura e nella ricerca sulle Leucemie Infantili in collaborazione con il centro di Ematologia Pediatrica dell’Ospedale San Gerardo di Monza. In 30 anni sono oltre 1800 i bambini salvati dalla leucemia, con un tasso di guarigione salito dal 30 all’80% grazie alla continua ricerca e alle nuove cure.

Dal 2009 la Fondazione gestisce direttamente i reparti di Pediatria, Ostetricia e Neonatologia all’interno dell’Ospedale e nella sua veste di organizzazione privata no profit assicura un servizio di alto livello nel contesto della struttura pubblica. Ancora »

whatsapp-image-2016-11-30-at-13-04-02Non si smentisce il presidente del Consiglio Matteo Renzi, goliardicamente soprannominato “il Bomba”: dopo i titoli roboanti che abbiamo letto nei giorni scorsi su tutti i giornali e che annunciavano una pioggia di miliardi grazie al Patto per la Lombardia, siamo andati a verificare i numeri reali e abbiamo scoperto che, anche stavolta, la realtà è molto diversa!

Su circa 11 miliardi furbescamente sbandierati dal premier in vista del referendum del 4 dicembre, di fatto 6,7 miliardi sono risorse già assegnate (sulle quali il Governo non aggiunge un solo euro) e circa 3 miliardi sono legati alla legge di bilancio che non è ancora stata definitivamente approvata. Insomma, alla fine della fiera in Lombardia arriveranno, se va bene, 700 milioni, ma anche questo non è certo!

E’ certo invece che Maroni, pur consapevole dell’inconsistenza delle promesse del Bomba, ha prontamente approfittato della messinscena pro referendum per farsi bello a costo zero coi lombardi e ridare smalto alla furia asfaltatrice dichiarando che i soldi ci sono e pertanto “la Pedemontana si fa”.

In realtà – e per fortuna! – denaro fresco per Pedemontana non ce n’è assolutamente! I 2,7 miliardi citati da Maroni sono in parte soldi già stanziati e in parte soldi che ancora non ci sono perché dovrebbero essere investiti dai privati nella logica del project financing.

Al di là dei trionfali annunci di Maroni, è probabile che il governo (contrariamente a quanto ribadito più volte dal Ministro Delrio) voglia dare una mano al governatore lombardo nel disperato tentativo di salvare Pedemontana tramite un fondo pubblico di garanzia per favorire gli investimenti dei privati.

Tale fondo, ancora indefinito per entità e tipologia, è totalmente inaccettabile: nel project financing il rischio è a carico dei privati, se il progetto non sta in piedi non è giusto che a pagare siano i cittadini lombardi e men che meno tutti gli italiani!

Ad aggravare le pessime condizioni di Pedemontana ci sono anche guai giudiziari: secondo quanto riportato oggi da Il Sole 24 Ore sarebbe in corso un’indagine della Procura di Milano (contro ignoti) per falso in bilancio oltre a una procedura Anac per l’aumento dei costi e lo slittamento dei lavori.

I fantastici proclami di Maroni e lo show del Bomba in trasferta non risolveranno gli enormi problemi ambientali ed economici di un’opera inutile e dannosa: col passare del tempo il conto è sempre più salato e quando il sipario calerà sulle sceneggiate a pagare saranno ancora i cittadini!
ilsole24ore
Postilla: riporto di seguito il comunicato stampa di Legambiente Lombardia

PEDEMONTANA: NUOVE TEGOLE, SITUAZIONE PEGGIO CHE DRAMMATICA

Milano, 30 novembre 2016  – “Nuove tegole per Pedemontana anche se si cerca di trasformarle in positivo. Le prime due sono state fatte passare per garanzie ma sono in realtà il tentativo estremo di salvare l’opera. Il Patto per Milano che parla di 2,7 miliardi dei quali sono veri solo i 250 milioni che ancora restano del contributo del Governo Prodi del 2009, non ancora spesi solo perché Pedemontana non ha altri soldi per avviare nemmeno un mini-cantiere. Gli altri soldi sono un miraggio. L’emendamento alla legge di bilancio dello Stato che lascia definitivamente Serravalle e Pedemontana alla Regione, che tanto le ha volute, cancellando il trasferimento alla città metropolitana di Milano previsto a fine 2017. Questo emendamento toglie dall’imbarazzo il centro-sinistra dalla gestione di una patata bollente.
Così che Regione Lombardia è sempre più imballata nel triplo ruolo di proprietario, concedente (Cal) e concessionaria in evidente conflitto di interesse. Prova ne è che non si sblocca niente nonostante l’arrivo di Di Pietro alla presidenza. L’ultima tegola  è la terza inchiesta aperta sulla gestione Pedemontana.
La prima inchiesta era quella sull’appalto Strabag, con tanto di perquisizioni ed avvisi di garanzia, ancora né chiusa né conclusa. La seconda l’ha aperta la Procura di Roma sulla indebita nomina dell’ex Ad Massimo Sarmi. La terza si apprende dai giornali sarebbe partita due mesi fa e riguarda una ipotesi di falso in bilancio. Da tempo diciamo che Pedemontana è praticamente fallita, e se l’anno scorso è stato approvato il bilancio contro il parere del collegio sindacale sulla questione delle riserve (del costruttore Strabag), altrimenti i libri sarebbero finiti in tribunale invece che nelle mani di Di Pietro, è evidente che la situazione della società oggi è peggio che drammatica.”

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Dopo una lunga serie di contestazioni targate M5S, per i vertici di Brianzacque sembra avvicinarsi la tempesta!

Stando alle informazioni in nostro possesso, la Corte dei Conti ha aperto un fascicolo in relazione a numerose consulenze e procedure di selezione del personale, tra cui quella utlizzata per la selezione del direttore generale.

Il MoVimento, grazie al lavoro meticoloso di alcuni suoi attivisti e i relativi esposti, anche alla stessa Corte dei Conti, da anni tiene sotto controllo l’operato di Brianzacque rendendo pubbliche di volta in volta irregolarità, opacità e azioni illegittime che una grande società pubblica che gestisce un servizio fondamentale per il territorio non può permettersi.

Dopo la “strana” procedura di nomina dell’ultimo direttore generale a maggio, e le improvvise dimissioni dopo nemmeno due mesi, era evidente che le denunce del M5S avevano colto nel segno.

Il fatto che la Corte dei Conti si sia attivata è un importante risultato perché significa (a prescindere dal futuro esito della vicenda) che la costante e instancabile azione di controllo del M5S permetterà di chiarire una serie di vicende sospette altrimenti destinate a rimanere nell’ombra: aumento delle spese per consulenze e incarichi esterni, modalità di conferimento di questi incarichi, procedure di selezione dei dirigenti, mancata procedura selettiva per la stipula dei contratti a tempo determinato

Stiamo presentando interrogazioni in vari consigli comunali e il sindaco di Vimercate Francesco Sartini sta valutano le azioni più opportune da intraprendere in qualità di socio.

Appare sempre più evidente che il servizio idrico brianzolo è completamente privo di un adeguato controllo istituzionale: a preoccupare non devono essere solo i buchi nelle condotte idriche ma soprattutto un sistema di governance che è assolutamente inadatto a garantire il rispetto della legalità e della trasparenza.

Il PD brianzolo – che detiene circa al 90% il controllo dell’Assembrea della società – colga l’occasione per farsi un esame di coscienza prima che sia troppo tardi e che le conseguenze siano irreparabili: trasparenza e rispetto delle regole sono principi irrinunciabili per il M5S e, in attesa che lo diventino anche per gli altri, continueremo a vigilare e a denunciare.

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Il piano cave della provincia di Monza e Brianza dimostra l’inadeguatezza degli strumenti di programmazione regionali.

In sette anni nella provincia sono stati scavati 500.000 metri cubi di sabbia e ghiaia, praticamente niente. Questo nuovo piano cave prevede l’estrazione di oltre 6 milioni di metri cubi. Un dato completamente al di fuori della realtà, frutto di una delibera di giunta e una legge regionale ormai obsolete.

Sono quasi 4 anni che si parla di cambiare la legge sulle cave: era nato un gruppo di lavoro in commissione ambiente, riunitosi 2 volte e poi abortito.