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E’ arrivato puntuale il commento del presidente di Bea, Daniela Mazzuconi, al pronunciamento dell’Anticorruzione in merito al nostro esposto sulla gara per la nuova turbina del forno inceneritore di Desio. Si può riassumere facendo ricorso alla tradizione popolare napoletana: “chi ha avuto, ha avuto, chi ha dato, ha dato, scurdámmoce ‘o ppassato”.

L’importante per la Mazzuconi è che “tra pochi giorni l’impianto di Desio ricomincerà a funzionare completamente rinnovato” e che questo rinnovamento sia frutto di una gara irregolare da 7 milioni e mezzo di euro che andava annullata sembra essere un dettaglio poco significativo.

Dei profili penali se ne occuperà la Procura della Repubblica di Monza (che ormai sta collezionando esposti e segnalazioni sul caso… dopo quelli del precedente collegio sindacale e dell’ex vice presidente del Consiglio di Amministrazione, oggi arriva anche la delibera dell’Anac…) ma qui siamo di fronte a enormi responsabilità e non ci si può nascondere dietro a un dito!

Ad esempio il direttore generale di Bea, nonché responsabile anticorruzione, nonché responsabile unico del procedimento di gara, nonché membro della commissione di gara, nonché ex membro del cda di Bea Gestioni – in una parola Alberto Cambiaghi – resta tranquillo al suo posto? Vogliamo fare finta che non sia successo niente?

E la presidente Mazzuconi rimane in sella dopo tutto quello che è successo? Continua imperterrita a dichiararsi estranea ai fatti. Ma la gara per i servizi di ingegneria da 360 mila euro dello scorso agosto – che l’Anticorruzione ha dichiarato non giustificata in quanto tali servizi erano ricompresi nel bando vinto dalla Comef e dovevano essere svolti dalla stessa – è stata bandita sotto la presidenza della Mazzuconi o di Babbo Natale?

La gara per la nuova turbina puzzava già dalla primavera del 2015, all’epoca dei primi esposti. Ci si doveva prudenzialmente fermare allora per accertare la verità. Invece si è tirato dritto tra pareri giuridici rassicuranti (definiti “pro veritate”… e si è visto poi quanta “verità” c’era dentro!), organi di vigilanza interni che non hanno vigilato, controdeduzioni presentate a più riprese a Cantone per difendere l’indifendibile, audizioni…. fino ad arrivare di fronte al fatto compiuto: annullare la gara? ormai i lavori sono quasi terminati… mettiamoci una pietra sopra.

Ma bisogna ammettere che il soldato Mazzuconi il suo obiettivo l’ha portato a casa tutto: costi quel che costi, finire i lavori di rinnovamento del forno, propedeutici alla fusione con Cem, unica vera ancora di salvezza (in quanto portatrice di grandi quantità di rifiuti da bruciare per i prossimi 15 anni) per una società come Bea incapace di rinnovarsi per davvero e adeguarsi ai tempi che corrono.

E anche la disponibilità del presidente di Bea a bruciare i rifiuti di Roma (dove un sindaco 5 stelle è impegnato da 20 giorni a cercare di porre rimedio ai disastri degli ultimi 20 anni a guida PD) la dice lunga sull’inutilità di questo vecchio forno per i comuni soci di Bea, per la Brianza e per la Lombardia in generale.

In Lombardia abbiamo 550 mila tonnellata annue di sovracapacità di incenerimento rispetto alle esigenze della nostra regione. Sono dati del governo Renzi. Ma qui in Brianza si è disposti a tutto pur di potenziare un vecchio forno destinato alla chiusura e farlo bruciare per altri 15 anni. Perché? C’è qualcosa che non torna in tutto questo. Basta, per spiegare questa ridicola vicenda, l’inadeguatezza e l’arretratezza culturale della classe politica brianzola, con in testa il presidente della Provincia Gigi Ponti, o c’è dell’altro?

 

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Grazie a una mia mozione approvata dal Consiglio Regionale nell’aprile del 2015, l’assessorato alle Infrastrutture e Mobilità si era impegnato ad attivare un tavolo tecnico-politico tra Regione e concessionaria Autostrada Pedemontana Lombarda con la partecipazione dei Consiglieri Regionali del territorio, con l’obiettivo di sollecitare e verificare periodicamente l’effettiva realizzazione di tutte le opere di mitigazione e compensazione ambientale previste per le tratte A e B1, la Tangenziale di Varese e il primo lotto della Tangenziale di Como dell’Autostrada Pedemontana Lombarda.

La mozione prevedeva anche l’attivazione di un sistema di monitoraggio che verificasse trimestralmente lo stato di avanzamento lavori con puntuale rendicontazione alle commissioni “Territorio e Infrastrutture” e “Ambiente e Protezione civile”.

Tutto questo in teoria: nella pratica le cose sono andate molto diversamente!

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ARRIVATA LA PRONUNCIA DEFINITIVA DELL’ANAC SUL BANDO TURBINA BEA

CONFERMATE LE IRREGOLARITA’ SOLLEVATE DAL M5S – CANTONE CHIEDE ANNULLAMENTO GARA E TRASMETTE GLI ATTI IN PROCURA DELLA REPUBBLICA E CORTE DI CONTI.

CI AVEVAMO VISTO GIUSTO, FATTI GRAVISSIMI, ORA SI ANNULLI LA GARA, A CASA GIGI PONTI E I VERTICI DELLA SOCIETA’

Nella giornata di mercoledì 3 agosto è pervenuta la delibera dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, presieduta da Raffaele Cantone, in merito all’esposto M5S riguardo alle innumerevoli irregolarità che avevamo riscontrato e reso pubbliche circa la gara a doppio oggetto, dal valore di 7,5 milioni di euro, indetta da Bea per la sostituzione della turbina dell’inceneritore di Desio e aggiudicata a Comef srl.

Il documento riassume tutto l’iter seguito: il nostro esposto del 10 dicembre scorso, la richiesta di chiarimenti a Bea da parte di Anac del 17 dicembre, le controdeduzioni di Bea del 31 dicembre e del 7 gennaio, il primo pronunciamento di Anac del 2 marzo, le ulteriori controdeduzioni di Bea e l’audizione dei vertici societari presso la sede romana di Anac il 6 luglio.

Si arriva così ad oggi, con la delibera definitiva del dottor Cantone, che non lascia spazio ad interpretazioni:

Le controdeduzioni formulate dalla Brianza Energia Ambiente spa non appaiono idonee a superare tutti i contestati profili di legittimità.

Sono ben dieci le gravi criticità confermate da Anac e che vengono raggruppate sotto tre tipologie di violazioni: a) violazione della concorrenza, b) violazione del principio di economicità, c) violazione del procedimento di gara.

Nel documento si ritrovano sostanzialmente tutte le irregolarità che avevamo evidenziato pubblicamente in più occasioni.

Violazioni della concorrenza

  • Comef non era in possesso di tutte le attestazioni richieste dal bando per comprovare i requisiti tecnici necessari per svolgere i lavori.
  • Nel bando vengono richieste esperienze pregresse non in linea con l’oggetto del bando stesso.
  • La documentazione di gara difetta della definizione dei necessari requisiti in ordine all’affidamento del servizio di progettazione.

Violazioni del principio di economicità

  • Aggiudicazione ad un importo superiore a quello posto a base di gara (le offerte dovevano essere al ribasso).
  • Contrasto nelle indicazioni offerte al mercato in merito ai valori della potenza elettrica della turbina e della produzione di energia termica.
  • Errato procedimento di valutazione dell’offerta pervenuta, tale da produrre svantaggi alla stazione appaltante e non in grado di determinare la qualità della prestazione offerta.
  • Acquisizione del 10% del capitale di Bea Gestioni da parte Comef che non ha effettuato un’offerta in aumento contrariamente a quanto previsto dalle condizioni di gara.
  • La gara per l’affidamento di servizi di ingegneria relativi alla sostituzione del turbogeneratore dell’inceneritore – indetta dalla BEA Gestioni SpA in un secondo momento e per un valore di 360 mila euro – risulta sprovvista di adeguata motivazione essendo i servizi in oggetto già inclusi tra le prestazioni aggiudicate alla Comef s.r.l.

Violazioni del procedimento di gara

  • Violazione delle norme relative alle nomine dei Commissari di gara.

 

A fronte di tutte queste violazioni, l’Autorità Nazionale Anticorruzione delibera:

  • la non conformità della procedura aperta per la selezione del socio privato di minoranza della società Bea Gestioni spa, lotto 2, ai principi di concorrenza ed economicità di cui all’art. 2 del d. lgs. 163/2006 (…)
  • la non conformità del procedimento di gara alla normativa applicabile in ragione della duplice violazione dell’art. 84 d.lgs. 163/2006 (…)

Invita pertanto Bea a “porre in essere ogni intervento risolutorio delle distorsioni riscontrate” e a “valutare il ricorrere dei presupposti per un eventuale annullamento in autotutela dei provvedimenti assunti, compatibilmente con lo stato del procedimento e il principio di economicità”.

Dispone infine l’invio degli atti alla Procura della Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Monza per i profili di competenza.

Bea è ora tenuta ad informare l’Autorità, entro 30 giorni, degli “eventuali provvedimenti conseguenti che intende adottare”.

Siamo di fronte a fatti gravissimi, finalmente accertati in via definitiva dall’Autorità Nazionale Anticorruzione, grazie al meticoloso lavoro di analisi, controllo e denuncia del MoVimento 5 Stelle. Con i soldi dei cittadini non si scherza.

Ora i vertici di Bea procedano senza perdere altro tempo all’annullamento della gara. Loro stessi si sono detti disponibili a farlo durante l’audizione sostenuta il 6 luglio in Anac. Lo stesso Partito Democratico brianzolo, che tira le fila in Bea, aveva dichiarato pubblicamente che si sarebbero rispettate le prescrizioni Anac. Noi chiediamo l’annullamento da un anno, ora finalmente non hanno più scuse!

D’altronde sarebbe un suicidio politico, per Gigi Ponti e i sindaci soci di Bea, non rispettare le prescrizioni di Anac. I fatti sono troppo gravi per fare finta di nulla e andare avanti con la gara. Ma deve essere chiara una cosa: eventuali richieste di risarcimento per i lavori già sostenuti da parte di Comef non devono essere pagate dai cittadini ma da coloro che hanno condotto la gara in maniera così vergognosa!

Annullata la gara, in un Paese normale non ci sarebbe nemmeno bisogno di chiedere le dimissioni del principale referente politico di Bea, il presidente della Provincia Gigi Ponti e dei responsabili di questo disastro in Bea, a partire dal direttore generale Alberto Cambiaghi e il presidente Daniela Mazzuconi (di certo non esente da responsabilità seppur arrivata dopo che una parte dei fatti contestati fossero già accaduti).

Ma si sa che non viviamo in un Paese normale e l’attaccamento alla poltrona prevale su tutto.

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Pochi giorni fa avevo scritto delle dimissioni del neo direttore generale di Brianzacque. Molto probabilmente sono legate ai forti dubbi sulla trasparenza e la regolarità della selezione che avevamo evidenziato fin da subito. Tra i problemi sollevati, il fatto che la società si rifiutasse di dare tutte le carte della selezione a Marco Fumagalli, uno dei candidati che aveva partecipato al bando.

Fumagalli non si è dato per vinto e aveva chiesto aiuto al Difensore Regionale… che puntualmente ha risposto, dandogli ragione!

Ecco il suo messaggio!

Cari amici, è con soddisfazione che comunico che il difensore civico lombardo ha accolto la mia richiesta di riesame in relazione al diniego di accesso agli atti opposto da Brianzacque a seguito della selezione del Direttore Generale.

Come potete leggere dall’allegato , si afferma che Brianzacque è una società pubblica e pertanto hanno il dovere di esibire i documenti. La società aveva infatti negato l’accesso ritenendo che la selezione fosse di tipo privatistico e come tale non soggetta alle norme della L. 241/90 e delle altre a tutela della imparzialità della procedura (tra cui l’art. 35 della L. 165/2001).

Al di là che il Direttore Generale potrebbe essersi dimesso per le violazioni commesse nell’espletamento della selezione e nelle fasi successive, l’accoglimento della richiesta è una grande vittoria perché riafferma il principio della trasparenza e della partecipazione in queste società che sappiamo essere non di proprietà dei cittadini ma della casta e della partitocrazia.

Vi esorto pertanto ad intensificare le azioni di contrasto ai comportamenti illeciti al fine di garantire che l’acqua sia veramente pubblica e fonte di partecipazione democratica. Dobbiamo altresì essere presidio e tutela della legalità nonché dell’immagine di Brianzacque e della dignità dei lavoratori e delle lavoratrici dell’azienda stessa.

Vi ringrazio fin d’ora per il contributo che potrete dare.

Non possono vincere contro chi non si arrenderà mai.

Marco Fumagalli

Come negli anni precedenti, il ritornello che ci siamo sentiti ripetere dalla giunta è sempre lo stesso.

Ci sono i tagli ai trasferimenti da parte dello stato centrale; abbiamo un residuo fiscale superiore ai 50 miliardi di euro all’anno, che se rimanessero in regione potrebbero risolvere tutti i problemi; abbiamo il vincolo del pareggio di bilancio che non ci permette di fare investimenti come in passato e via discorrendo…

Sono tutte argomentazioni che non intendo certo mettere in discussione: si tratta di dati di fatto con cui noi dobbiamo giocoforza fare i conti, che ci piaccia o no. Il problema per noi è il modo in cui le risorse disponibili vengono spese.

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Il Consiglio regionale ha approvato una mozione per il rilancio del Corberi di Limbiate con il voto favorevole del Movimento 5 Stelle.

Nel corso della discussione ho presentato numerose modifiche e integrazioni alla mozione di Forza Italia che sono state accolte positivamente dall’Aula.

Grazie al nostro intervento, ora la Regione lavorerà al riconoscimento della natura socio-sanitaria dell’assistenza erogata al Corberi, superando finalmente quella sorta di “limbo” in cui versa ormai da troppi anni. E’ un primo fondamentale risultato per salvare il Corberi dal declino.

Ci siamo poi attivati affinché nella realizzazione del progetto “Cittadella della Fragilità” venga mantenuta la natura pubblica del presidio: siamo favorevoli al rilancio del Corberi, ma niente speculazioni private.

Infine, ci siamo battuti perché tutti i 109 pazienti attualmente presenti nella struttura rimangano dove sono (stop alla politica dei trasferimenti); devono inoltre essere tutelati i posti di lavoro e coinvolte le associazioni dei parenti dei pazienti in tutte le fasi dell’iter decisionale.

Ora vigileremo affinché questo atto di indirizzo del Consiglio Regionale non resti lettera morta, come troppo spesso succede in questi casi. Maroni e la sua Giunta facciano la loro parte per assicurare nuova vita al Corberi, garantendo la continuità assistenziale e migliorando la qualità di vita degli ospiti residenti!

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La Milano-Meda è stata inserita fra le opere prioritarie per interventi di manutenzione e sicurezza grazie all’approvazione all’unanimità del Consiglio regionale di ieri di un ordine del giorno all’assestamento al bilancio regionale presentato dal Movimento 5 Stelle.

La Giunta era intenzionata a riclassificare e trasformare in regionali alcune decine di chilometri di strade provinciali lombarde ma non aveva ancora stabilito su quali intervenire. Ora grazie all’intervento del M5S dovrà mettere mano al portafogli prioritariamente per la riqualificazione della Milano-Meda.

A fine 2015 la superstrada Milano-Meda ha visto aggravarsi le già critiche condizioni di traffico per effetto dell’innesto della tratta B1 della Pedemontana a Lentate sul Seveso. La ex Statale 35 è abbandonata a se stessa a causa dei tagli del Governo Renzi imposti agli enti locali ma necessita da molto tempo di urgenti interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, viste le numerose criticità non risolte, come, per esempio, la vegetazione che invade le corsie e ostacola la visibilità, la segnaletica e la pavimentazione in pessimo stato, l’assenza di illuminazione agli svincoli insieme ai rifiuti abbandonati.

Il traffico e la pessima manutenzione rendono critiche le condizioni di sicurezza delle decine di migliaia di cittadini che usano l’arteria tutti i giorni, non era possibile perdere altro tempo!

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È finalmente aperto il fondo del M5S per le PMI. Il milione di euro che abbiamo restituito, derivante dal taglio dei nostri stipendi, come promesso in campagna elettorale, è ora concretamente a disposizione di professionisti, micro, piccole e medie imprese. Il fondo sarà costituito dai nostri extrastipendi a cui si aggiungeranno 30 milioni nel bando regionale “Linea intraprendo”, la linea di finanziamento che supporterà le imprese sul nostro territorio oltre al fondo per il Microcredito M5S già attivo.

Si tratta di uno strumento molto vantaggioso erogato direttamente dalla finanziaria regionale Finlombarda Spa che:
bypassa il sistema bancario, evitando agli imprenditori di indebitarsi con le banche;
– finanzia fino al 65% di ogni progetto presentato a TASSO ZERO per 7 anni, di cui il 10% a fondo perduto, fino ad un massimo di 65 mila euro.

I requisiti del bando prevedono che il finanziamento non possa essere erogato a imprese che operano nel settore delle lotterie, scommesse e case da gioco, come richiesto dal M5S durante i lavori della legge regionale sulla ludopatia.

Le richieste di partecipazione al bando potranno essere inoltrate dalle ore 12:00 del 15 settembre, fino a esaurimento fondi, sul portale regionale Siage, il servizio per presentare online le domande di contributo o di finanziamento per i bandi promossi da Regione Lombardia, dove sarà possibile scaricare il bando e informarsi su requisiti e modalità.

Vi invitiamo a partecipare: creiamo nuove PMI per sviluppare il nostro territorio!

Roma, trasmissione tv "in Mezz'ora"

Domani il nuovo Presidente di Autostrada Pedemontana Lombarda, Antonio Di Pietro, illustrerà le novità previste dalla Società: l’abbassamento del costo dei pedaggi e una maggior trasparenza sullo sviluppo dell’opera.

Con questa nomina in sostanza non è cambiato nulla: i problemi nel proseguimento dell’opera, fortunatamente, restano tutti. Sarmi era stato scelto per trovare finanziatori privati internazionali e ha fallito. Rispolverando Tonino dalla soffitta, Maroni tenta l’ultima mossa disperata: ingraziarsi il governo centrale per ottenere altri fondi pubblici, ma anche questa strada fallirà miseramente.

Dopo anni di “va tutto bene” finalmente il governatore comincia a fare i conti con la dura realtà dei fatti: parla di “diversi problemi” e di una “maggiore trasparenza” sullo sviluppo di Pedemontana. Ebbene, cominci a spiegare ai cittadini “con maggiore trasparenza” quali sono i “diversi problemi” di Pedemontana, così tutti si renderanno conto che non basta un cambio di presidenza per salvare un’opera devastante e condannata da una profonda crisi finanziaria: non sarà certo Di Pietro a resuscitare un progetto già morto!

sbilanciomaroniE’ un assestamento in piena continuità con le scelte sbagliate fatte fino ad oggi. Le poche risorse che il Governo Renzi dà alla Lombardia sono dilapidate da Maroni. 60 milioni a Brebemi in tre anni mentre non si trovano i fondi per togliere l’amianto da 800 scuole, 90 milioni al Gran Premio di Monza in dieci anni mentre il trasporto pubblico locale è al collasso e i bus rischiano di restare fermi, 50 milioni ad Arexpo per il Fast Post Expo e si tagliano le risorse per i disabili. E potremmo andare avanti a lungo.

La Lombardia leghista e azzurra ignora del tutto i veri bisogni del territorio e dei cittadini. Per di più il milione di euro che il M5S ha restituito alla regione per il credito alle piccole e medie imprese con il taglio del nostro stipendio è vergognosamente fermo. Ecco perché da domani faremo ostruzionismo e terremo inchiodata la maggioranza in Aula per tutto il tempo che servirà a denunciare gli obbrobri della gestione delle risorse pubbliche del Governo Maroni,

Il M5S Lombardia ha depositato 4227 emendamenti e 44 ordini del giorno (consultabili qui).

Siamo pronti a tenerli in aula per giorni, chiediamo che sia immediatamente sbloccato il milione di euro che abbiamo tagliato dai nostri stipendi e messo subito a disposizione delle piccole medie imprese. Ma vi sembra normale? dobbiamo lottare affinché i nostri soldi vengano restituiti ai cittadini!

Cerchiamo inoltre di migliorare questo provvedimento con interventi puntuali: ad esempio con un emendamento chiediamo di togliere risorse dall’inutile sportello regionale antigender mentre con gli ordini del giorno chiediamo fondi per la superstrada Milano-Meda che è un pericoloso colabrodo, risorse per lo sviluppo del reddito di cittadinanza, l’incremento dei fondi per il finanziamento del diritto allo studio, risorse per la riqualifica dei beni confiscati alle mafie, investimenti nell’energia fotovoltaica e fondi per i sistemi bibliotecari e così via.

Un’altra Lombardia è possibile, ma senza un presidente dedito allo spreco seriale dei soldi dei lombardi!

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Si addensano le nubi sull’acqua brianzola. A solo un mese e mezzo dall’insediamento, arrivano le dimissioni del neo Direttore Generale di Brianzacque Sergio Facchinetti.

Avevamo già espresso forti dubbi sulla trasparenza e la regolarità della selezione per l’affidamento dell’incarico di Direttore Generale, anche a seguito del rifiuto della società di mostrare le carte della selezione ad uno dei candidati.

Pare che le motivazioni ufficiali delle dimissioni siano dei generici (e poco credibili) motivi familiari e professionali. Poco credibili tanto quanto l’iter della selezione, come avevamo già denunciato pubblicamente come sempre in splendida solitudine.

Ebbene, mi è stato segnalato che uno dei candidati che ha partecipato alla selezione – già nel febbraio scorso – aveva scritto all’ANAC, l’Autorità Nazionale Anticorruzione di Raffaele Cantone, per segnalare che, secondo voci insistenti, il vincitore del concorso sarebbe stato – con ogni probabilità – proprio l’ing. Facchinetti. Oggetto dell’esposto anche altri episodi molto strani, puntualmente verificatesi, come la singolare ammissione alla selezione di soggetti privi dei necessari requisiti.

Il Sindaco pentastellato di Vimercate Francesco Sartini ha già chiesto tutte le carte per fare luce su questa “singolare” vicenda.

L’impressione è che con queste dimissioni si cerchi di mettere una pezza a una vicenda che rischia di finire peggio di come è iniziata. Sembra proprio che il rispetto delle regole e il buon senso siano completamente mancati.

Ora ci attendiamo che il Consiglio di Amministrazione revochi il bando di selezione e rassegni immediatamente le proprie dimissioni!

s6spaccio.jpgHo depositato un’interpellanza regionale all’Assessore ai Trasporti Alessandro Sorte sulla sicurezza e il rilancio della tratta ferroviaria S9 Saronno-Seregno.

Nei mesi scorsi la stazione Ceriano Groane, servita dalla S9, è salita alla ribalta delle cronache come “punto di spaccio frequentato da centinaia di acquirenti provenienti da mezza Lombardia anche grazie i treni della linea”. Un presidio per la sicurezza in quella stazione ha solo ottenuto lo spostamento del problema alle stazioni limitrofe.

Con la S9, invece di famigliole e turisti diretti al Parco delle Groane, sono piovuti nelle stazioni ferroviarie e nelle zone limitrofe spaccio e microcriminalità a livelli intollerabili. E’ esattamente l’opposto di quanto ci si aspettava dalla riapertura della Seregno-Saronno. Ancora »

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Il 9 giugno scorso, nell’ambito di un’audizione presso la commissione Ambiente del Consiglio Regionale, il Coordinamento Lecchese Rifiuti Zero ha riportato le preoccupazioni dei cittadini relative al potenziamento dell’inceneritore e al progetto del teleriscaldamento, denunciando l’insufficiente livello di raccolta differenziata nella provincia di Lecco (da anni al di sotto di un insoddisfacente 58%) nonché diverse irregolarità segnalate da Arpa relativamente alla gestione ambientale del forno da parte del gestore, la società pubblica SILEA S.p.A.

Nessuna sorpresa per chi, come me, segue da anni il tema della gestione rifiuti. Ancora »

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Gli organi di stampa hanno riportato settimana scorsa una stima sulle ricadute economiche dell’I-Days Festival al Parco di Monza (8-10 luglio 2016), curata dal Centro Studi della Camera di Commercio di Monza: la tre giorni all’autodromo di Monza varrebbe per Monza e la Brianza oltre 5 milioni di euro di indotto turistico.

 Cito dalle comunicazioni stampa: “shopping 1,1 milioni di euro e spenderanno 2 milioni di euro per i servizi di ristorazione e 1 milione di euro per l’alloggio.”

Come accade ogni anno in occasione del Gran Premio, le cifre pubblicate dal suddetto centro studi mi sembrano molto poco aderenti alla realtà, giusto per usare un eufemismo.

Non ci vuole molto per fare due conti. Si parla di 2 milioni per i ristoranti. Possiamo ipotizzare una cifra media pari a 25 euro per un pasto (pranzo/cena)? Bene, farebbero 80 mila persone che van per ristoranti. Il numero eccede (e di parecchio) il numero complessivo di spettatori, che, secondo il Giorno, sarebbe stato pari a 50 mila in 3 giorni.  Se supponiamo importi inferiori per le consumazioni medie (dalla bibita al panino al bar), il numero di spettatori ovviamente aumenta…

Questa stima si commenta da sé, ma non è finita!

 Per gli alloggi saremmo a 1 milione 78 mila euro (curiosi quei 78 mila… pare una patina di precisione statistica).
Solito calcolo: facciamo 50 euro a persona a notte?
21.560 persone userebbero le strutture ricettive del territorio. Questo significherebbe che oltre 2 persone su 5 si sono fermate a dormire! Possibile? Se fossero 100 euro a testa sarebbero comunque 10.780 pernottamenti, una cifra davvero alta su un totale di 50.000 spettatori. Io sono un appassionato di concerti rock e ho assistito a concerti a Torino, Verona, Bologna, in Svizzera e non mi sono mai fermato a dormire. Possibile che così tanta gente sia arrivata a Monza per i concerti da così lontano da non rientrare a casa la notte?
Esaminiamo infine le compere: 1 milione e 180 mila euro. Ipotizziamo in media 20 euro a persona? 59 mila persone per negozi!!!!! Pari a un monzese su due.
Mah… posso dire che mi sembrano cifre un pochettino campate per aria? Anche alla luce del fatto che chi va ai concerti, generalmente ragazzi giovani, non ha niente da spendere all’infuori del prezzo del biglietto e, se va bene, dell’acquisto di un panino o di una birra.

Ma perché per una volta il Comune e il Consorzio Parco non chiedono alla Camera di Commercio di fare un rendiconto a consuntivo, basato su cifre certe, dell’indotto di queste manifestazioni, magari tenendo anche conto dei costi per il ripristino dell’area interessata, invece di affidarsi a queste “stime” che tutto sembrano tranne che verosimili?

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È necessario un intervento urgente. Bisogna cambiare.

A chiederlo, questa volta, non è solo il Movimento 5 Stelle, bensì il Direttore Generale del Comune di Monza, dottor Spoto.

Con una dura nota del 27 Giugno indirizzata ai vertici di Brianzacque, alla provincia e ai portavoce del M5S in consiglio comunale, anche il Comune chiede un intervento urgente per risolvere definitivamente la questione della presenza dei privati nella società che oggi gestisce il ciclo dell’acqua in Brianza.

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Schermata-2016-07-07-alle-15.49.27Il M5S Lombardia ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo nella quale chiede la convocazione del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni per il prossimo consiglio regionale del 12 luglio “per riferire sui gravi fatti riportati dalla stampa e chiarire al Consiglio la sua posizione, al fine di garantire la massima trasparenza di Regione Lombardia nei confronti dei cittadini”.

Lo scandalo della mafia in Expo e Fondazione Fiera rivela un quadro inquietante. Abbiamo richiesto formalmente la convocazione di Maroni perché chiarisca una volta per tutte cosa non ha funzionato, ammesso che l’abbia capito.

Per noi è evidente che i controlli burocratico-amministrativi da soli non bastano.

Finché ai vertici delle società pubbliche non si mettono manager, oltre che competenti, anche con una solida cultura antimafiosa, in grado di leggere quei segnali, quelle spie che nessun controllo su carta può rilevare, non risolveremo mai il problema.

Finché non ci saranno anche consistenti controlli sul campo, nei cantieri, magari anche di notte, non riusciremo mai a contrastare il fenomeno.

Quanto emerso rischia di essere solo la punta di un iceberg dal momento che il fenomeno dell’infiltrazione mafiosa in Lombardia è pervasivo e sottrae risorse alle aziende sane.

Governatore Maroni, vogliamo fare sul serio una volta per tutte o no?