L’ATS della Brianza non vuole lo studio epidemiologico che serve a verificare se i cittadini di Desio, Bovisio Masciago, Varedo e Cesano Maderno abbiano subito danni alla salute a causa delle emissioni dell’inceneritore. Ancora »

I comuni italiani sono tenuti per legge a redigere il Piano di Zonizzazione acustica (PZA) che stabilisce i massimi livelli sonori per le varie zone del territorio. E’ uno strumento che consente di proteggere le aree meno rumorose e promuovere il risanamento di quelle più rumorose, a vantaggio dell’ambiente e della qualità della vita. La classificazione prevede sei livelli: dalla classe I, che viene attribuita alle aree più protette, fino alla classe VI, la più rumorosa.

Osservando la tavola grafica del PZA del Comune di Monza si nota che il Parco comprende non solo la più vasta zona protetta (classe I, rappresentata in colore grigio) di tutto il territorio monzese, ma anche la più grande zona in classe V (in colore rosso) che corrisponde all’Autodromo. Ancora »

Sarebbe bello vedere lo stesso impegno che Maroni mette da anni per salvare Pedemontana per combattere lo smog che uccide migliaia di lombardi ogni anno; oppure per eliminare le liste d’attesa presso gli ospedali pubblici. Invece questa determinazione, al limite dell’accanimento terapeutico, la mette solo per salvare una grande opera davastante per il territorio. Ancora »

 

Sul problema dell’amianto in questi anni si è detto molto, ma fatto ben poco.

Ho iniziato ad occuparmi della questione alcuni mesi fa e, volendo capire lo stato dell’arte, avevo due possibilità: partire dall’alto, con lo studio delle leggi nazionali e i piani operativi della Regione oppure partire dal basso, facendo una piccola indagine empirica, nel luogo dove vivo, per poi risalire alle leggi nazionali e ai piani regionali e verificare se e quanto funzionano.

Ho scelto questa seconda strada. Sfruttando il fatto di abitare al quarto piano della palazzina più alta della mia strada (in zona stazione a Bovisio Masciago), ho semplicemente guardato dalla finestra i tetti delle case vicino alla mia. Ho una visuale di circa 200 metri su una normale strada di uno dei tanti comuni lombardi. Ebbene in questi 200 metri ho trovato ben 9 tetti in amianto! Ancora »

Nel 2014 con il decreto “Sblocca Italia” il Governo Renzi autorizzò gli inceneritori a smaltire i rifiuti urbani indifferenziati provenienti da tutta Italia. Il M5S si oppose duramente a questa scelta perché ritenevamo che non avrebbe risolto alcun problema ma al contrario avrebbe causato danni in tutta Italia.

Oggi possiamo dire che le conseguenze negative dello sciagurato articolo 35 sono anche peggiori del previsto. Ancora »

Capire il funzionamento delle Regionarie del M5S non è difficile, eppure Andrea Senesi del Corriere e Andrea Montanari di Repubblica non ce l’hanno fatta.
Il primo parla di “omissis e opacità” perché non è stato comunicato il numero dei votanti e la graduatoria provvisoria degli aspiranti candidati governatori, mentre il secondo sostiene che gli aspiranti candidati governatori dovevano essere venti, ma si sono ridotti a dodici avendo alcuni rinunciato “perché dovevano optare tra la Regione e il Parlamento”.

Allora, vediamo di rimettere in ordine il tutto. La scelta tra candidarsi in Regione o in Parlamento ciascuno l’ha fatta prima della prima tornata di votazioni, quella che individuava i candidati consiglieri per i vari listini provinciali e nulla ha a che fare che questo secondo giro di votazione per il candidato presidente.
La regola è chiara: i primi venti classificati (i primi dodici di ciascuna provincia più gli altri 8 più votati) avevano la facoltà (non l’obbligo) di proporsi come candidato governatore. Semplicemente dodici hanno accettato e otto no.

Il motivo per cui non è stata pubblicata la graduatoria dei venti potenziali aspiranti candidati governatori è molto semplice: garantire che quelli che tra loro davano la disponibilità alla seconda votazione partissero da una posizione di parità. Zero a zero palla al centro, per usare una metafora calcistica.
I voti espressi per ciascun candidato e il numero di votanti si sapranno domani, a bocce ferme, come è successo poche settimane fa per il Lazio.

Mi sembra tutto molto semplice e lineare, no?

E’ un dato di fatto e noi del M5S ce ne siamo occupati tantissimo: in Lombardia abbiamo troppi siti contaminati e spesso i livelli di inquinamento dell’aria superano le soglie di allerta. La pressione ambientale è prodotta non solo dalle attività economiche ma anche dalla alta densità della popolazione e provoca impatti sulla salute che non possono essere trascurati. Sono sempre più frequenti le segnalazioni di possibili aumenti di incidenza di malattie in aree dove ci sono sorgenti inquinanti come insediamenti industriali, discariche o inceneritori. Ancora »

Queste sono state le terze “regionarie” M5S Lombardia che ho vissuto da vicino. Le prime due (2010 e 2013) da candidato, quelle di ieri da votante.

Nel 2010 avevamo problemi di numeri, pochi candidati (a volte anche poco convinti), e un programma un po’ ingenuo.

Nel 2013 i numeri c’erano ma è stato comunque un salto nel buio, con un programma frutto di tanto lavoro di condivisione ma che, letto oggi, rende bene, oltre alla carica ideale che ci sospingeva, anche il fatto che l’istituzione regionale non la conoscevamo da vicino.

Oggi non abbiamo più problemi di numeri e il nostro programma è di altissimo valore.
E nel leggere i nomi di chi si è proposto, la sensazione è quella di un salto di qualità: un bel mix di profili di alto spessore professionale (medici, avvocati, docenti universitari), persone che hanno già maturato esperienza come portavoce comunale e regionale e attivisti con un solido passato di lavoro sul territorio.

È la prova provata che il MoVimento non cresce solo nelle preferenze dei cittadini ma anche in maturità e competenza.
Come un bambino che ora è un giovane adulto, pronto ad affrontare e vincere le sfide della vita!

Le recenti difficoltà del processo di aggregazione delle 12 società che gestiscono il servizio idrico integrato in provincia di Como in un’unica società pubblica sono sfociate ieri nella bocciatura della proposta di fusione da parte dell’assemblea dei soci. La situazione è davvero molto preoccupante. I cittadini del Comasco sono stati lasciati da soli di fronte alle grandi holding dell’acqua. L’acqua ancora una volta è stata merce di scambio elettorale tra i partiti.

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Dopo una proposta di legge, un’interrogazione e un ordine del giorno andati a vuoto, martedì il Consiglio Regionale della Lombardia ha finalmente detto sì a una mobilità sostenibile, alla tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini e dei loro portafogli. Ancora »

Il consiglieri regionali del partito democratico hanno organizzato in questi giorni una serie di presidi nelle stazioni ferroviarie delle Lombardia “per essere vicini ai pendolari, per ascoltare le testimonianze di chi subisce i disagi del trasporto pubblico locale e per poter meglio rappresentare le istanze dei cittadini in regione”.

Chi, come me, usa il treno tutti i giorni per andare al lavoro non ha bisogno di fare comparsate nelle stazioni per scoprire quali siano i problemi dei pendolari. In questi 5 anni abbiamo costantemente dato loro voce grazie al lavoro superlativo della collega Iolanda Nanni!

Ma il PD che fa queste iniziative è lo stesso che a Roma ha tolto 60 milioni di euro destinati alla metrotramvia Milano-Limbiate per darli a Expo? E’ lo stesso che in consiglio regionale spinge per finanziare un’opera inutile come Pedemontana, drenando di fatto risorse importanti per il potenziamento del trasporto pubblico locale? Sarà sicuramente un caso di omonimia!

Qualcuno ricorderà il caso che avevo sollevato a marzo, in merito a Iuri Caturelli, piddino ex assessore all’urbanistica di Limbiate e membro del Consiglio di Amministrazione di BEA, la società pubblica che gestisce l’inceneritore di Desio. Su Facebook il Caturelli aveva dato sfogo ai suoi peggiori istinti con minacce di morte e offese gravissime nei confronti del MoVimento.

Ricordo brevemente alcune delle migliori forme espressive del personaggio: “sottosviluppati mentecatti”, “accozzaglia di idioti invasati”, “peggior feccia prodotta da questo paese”, “branco di asini”, “fogna grillina”, “poveri mentecatti”, “pentadementi”, “pattume grillino”, “sorci”, “ho stretto la mano a un grillino, spero di non essermi infettato”, “branco di idioti”, “se tu fossi grillino ti piscerei addosso”, “pentamerdosi”, “li schiacciamo come le merde”, “questi vanno estirpati come la gramigna”, “li lascerò perdere quando saranno annientati”, “se dovessi accorgermi che sto morendo chiederei la tessera del m5s così almeno una volta finita morirà un grillino”, “Non ho mai odiato nessuno durante la mia attività politica ma per loro provo odio profondo”.

Caturelli è anche membro del direttivo dell’ANPI di Monza e Brianza, a cui sono iscritto fin dall’apertura della sezione di Bovisio Masciago.

Non potendo accettare, da iscritto ANPI, di essere rappresentato da un membro del direttivo come lui, ho pazientemente attivato gli strumenti previsti dallo Statuto ANPI affinché venisse espulso. Davo per scontato che il personaggio, visto l’odio viscerale e la violenza verbale inaudita espressa pubblicamente nei confronti di una forza politica, non potesse più ricoprire ruoli di rappresentanza in un’organizzazione apartitica come ANPI.

Oggi, a distanza di 8 mesi, mi viene risposto che “va bene così”: Caturelli resta al suo posto.

Mi dispiace molto per come sono andate le cose, la stima nei confronti di tanti amici in ANPI rimane immutata, così come io continuo a essere profondamente antifascista ovviamente, ma avverto troppo disagio nel rimanere in ANPI.

Non posso fare altro che salutare e togliere il disturbo.

La fine di Pedemontana è segnata: o il tribunale decreterà il fallimento il 4 dicembre oppure bisognerà aspettare gennaio 2018, data dopo la quale la società stessa ha ammesso che non sarà in grado di garantire la continuità aziendale. Ormai il destino dell’autostrada è segnato.

Sarebbe utile che Maroni la finisse con l’addolcire la pillola. Dichiarare che Pedemontana ha ‘qualche criticità’ come una richiesta di fallimento è semplicemente assurdo.

Mancano i due miliardi e mezzo di finanziamento delle banche, sono falliti i tentativi di aumento del capitale sociale per 500 milioni di euro, la modifica del piano economico finanziario è ferma da mesi a Roma, il contenzioso da 3,2 miliardi euro con Strabag non è stato risolto, i progetti esecutivi delle tratte mancanti sono stati bocciati, i costi per la bonifica dei terreni inquinati dalla diossina di Seveso sono scoperti e le garanzie richieste dalla banche per il rischio legato agli scarsi flussi di traffico sono passate da quattrocentocinquanta milioni ad un miliardo e duecento. Regione Lombardia deve immediatamente prendere in considerazione una exit strategy.

Molestie olfattive a Pero: il Comune faccia la sua parte.

MOLESTIE OLFATTIVE A PERO, ORA BASTA. IL COMUNE FACCIA LA SUA PARTE!Qualche giorno fa Gianmarco Corbetta Portavoce MoVimento 5 Stelle Lombardia ha accompagnato una delegazione di cittadini di Pero, comune alle porte di Milano, ad un incontro con Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) in merito all’annosa questione delle molestie olfattive che da molto tempo subiscono gli abitanti di un determinato quartiere della città.Quello che è emerso dall’incontro è la mancanza di una volontà forte da parte dell’amministrazione comunale di Pero per risolvere il problema. Già un anno e mezzo fa Arpa aveva invitato il Comune ad attivare una procedura di monitoraggio che prevedeva, oltre a un informazione capillare della cittadinanza, una serie di attività tra cui l'invio di una scheda ai cittadini per la partecipazione dei cittadini al rilevamento degli odori. Purtroppo questa proceduta è stata fatta male, fuori tempo, senza distribuire le schede agli abitanti. Per questo motivo Arpa ha potuto raccogliere un campione minimo di segnalazioni non sufficiente per determinare l’origine e le cause del fenomeno. Arpa continuerà a sollecitare il Comune di Pero ma è chiaro che deve esserci la volontà anche dell’amministrazione comunale per arrivare alla risoluzione del problema, sui cui il #M5S terrà i fari ben accessi. Con la salute dei cittadini non si scherza e il comune di Pero deve fare la sua parte senza ulteriori tentennamenti.

Posted by MoVimento 5 Stelle Lombardia on Monday, November 13, 2017

 

 

Qualche giorno ho accompagnato una delegazione di cittadini di Pero, comune alle porte di Milano, ad un incontro con Arpa (Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente) in merito all’annosa questione delle molestie olfattive che da molto tempo subiscono gli abitanti di un quartiere della città.

Quello che è emerso dall’incontro è la mancanza di una volontà forte da parte dell’amministrazione comunale di Pero per risolvere il problema. Ancora »

AUDIZIONE LAVORATORI DITTA "CANALI": LICENZIAMENTI INACCETTABILI!Questa mattina si è tenuta l'audizione richiesta dal portavoce Gianmarco Corbetta Portavoce MoVimento 5 Stelle Lombardia con i rappresentanti delle lavoratrici, le istituzioni locali e i rappresentanti della ditta Canali. L'azienda ha avviato un iter di licenziamento collettivo per 134 lavoratrici."La situazione è grave e inaccettabile; l'azienda è solida e fa ancora utili per più di 8 milioni di euro all'anno, e nonostante i sacrifici chiesti ai lavoratori negli ultimi anni, la Canali ha deciso di chiudere lo stabilimento di Carate Brianza e lasciare a casa 134 lavoratrici. Non è tollerabile che a fare le spese di una scelta aziendale siano oltre 130 famiglie!"Il #M5S continuerà a seguire da vicino la situazione e a sollecitare le Istituzioni a tutti i livelli perché si trovi una soluzione che non sacrifichi, ancora una volta i lavoratori e l'occupazione.

Posted by MoVimento 5 Stelle Lombardia on Thursday, November 9, 2017

 

 

Questa mattina, in Commissione regionale Attività Produttive e occupazione, si è tenuta l’audizione richiesta dal M5S con i rappresentanti delle lavoratrici, le istituzioni locali e i rappresentanti della ditta Canali. L’azienda ha avviato un iter di licenziamento collettivo per 134 lavoratrici.

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