Qualche giorno fa abbiamo ricevuto un messaggio e-mail da un cittadino che ha a cuore lo sviluppo della mobilità elettrica al fine di migliorare la qualità dell’aria in Lombardia e in generale nella pianura padana.

Rammaricandosi per la scarsa applicazione delle leggi esistenti a favore della mobilità “a basse emissioni complessive”, nel suo messaggio il sig. Aldo ci ha ricordato che una legge dello Stato obbligava i comuni ad adeguare i regolamenti edilizi entro la data del 1° giugno 2014 inserendo l’obbligo di realizzare colonnine di ricarica dei veicoli elettrici in caso di ristrutturazioni e nuove costruzioni di edifici non residenziali.

Non abbiamo dati certi in merito, ma da quanto ci risulta sembra che siano molti i comuni che non hanno provveduto ad adeguare i regolamenti edilizi.

Inoltre, di recente è entrato in vigore il decreto legislativo 16 dicembre 2016 n. 257 DAFI contenente ulteriori misure per l’incremento dei punti di ricarica presso gli edifici, il quale pone al 31 dicembre 2017 la nuova scadenza per l’aggiornamento dei regolamenti edilizi. Sarà la volta buona? Riusciranno i comuni ad adeguarsi entro fine anno?

Abbiamo informato tutti i consiglieri comunali M5S eletti in Lombardia invitandoli a verificare le situazioni nei rispettivi comuni e a fare eventuali azioni per ottenere i necessari adeguamenti.

La mobilità elettrica non è certo una rivoluzione che si può attuare dalla sera alla mattina: proprio per questo occorre fare subito tutto ciò che è possibile, a maggior ragione se è un obbligo di legge!

La nomina del nuovo direttore del Consorzio della Villa Reale di Monza, Pietro Addis, è a mio giudizio irregolare in quanto ritengo che non siano state rispettate le norme di legge che disciplinano il pubblico impiego. Per questo motivo a breve sottoporrò il caso all’attenzione della Corte dei Conti.

La politica si è arrogata il diritto di scegliere il nuovo direttore tra una rosa di candidati selezionata da una commissione tecnica, ma nel settore pubblico la scelta imparziale del candidato spetta alla stessa commissione tecnica! A Maroni spettava solo la “ratifica” formale di tale scelta, in qualità di Presidente dell’autorità che ha fatto il bando.

Tutto questo è assolutamente scontato, se si pensa che il Direttore Generale in un ente pubblico è un pubblico dipendente con responsabilità gestionali e non una figura politica. La scelta deve quindi passare da una selezione che individui il migliore candidato in modo trasparente e oggettivo.

Nei giorni scorsi ho avuto accesso a tutte le carte del processo di selezione. La commissione tecnica di valutazione ha analizzato tutti i curriculum dei sessanta candidati che hanno risposto al bando, attribuendo a ciascuno una valutazione in lettere (A Alta, B Adeguata, C Media, D Medio Bassa e E Non Adeguata) su cinque parametri (quali ad esempio l’esperienza dirigenziale nel settore dei beni culturali e l’esperienza nella gestione delle risorse umane). Di questi sessanta, otto candidati sono stati ritenuti meritevoli di un approfondimento tramite colloquio individuale.

A ciascuno di questi otto candidati, sono stati attribuiti, a fronte del colloquio individuale, ulteriori valutazioni (sempre in lettere: A Alta, B Adeguata e C Media) su altri quattro parametri (quali le competenze relazionali e la motivazione al ruolo).

In sostanza, per gli appartenenti alla rosa dei candidati finalisti, la commissione tecnica ha redatto una griglia dove vengono riportati i valori in lettere per nove parametri.

Non sono quindi stati attribuiti dei punteggi e non è stata fatta un classifica tra gli otto finalisti, lasciando a Maroni la facoltà di scegliere tra gli otto. Così facendo si è adottata una procedura che non ritengo conferme alle norme sul pubblico impiego. La commissione avrebbe dovuto stilare una graduatoria e il primo classificato avrebbe dovuto essere designato dal governatore.

E’ del tutto evidente, anche da un’analisi superficiale della griglia redatta dalla commissione tecnica, che il dottor Addis non risulta essere il migliore tra i candidati.

Ma c’è di più. Ho ricostruito la classifica degli otto candidati, trasformando le lettere in punteggi (A -> 4 punti, B -> 3 punti, C -> 2 punti, D -> 1 punto e E -> 0 punti). Ben quattro candidati hanno un punteggio superiore a quello di Addis, uno ha lo stesso punteggio e solo due hanno un punteggio inferiore!

Io non ho nulla contro il dottor Addis (che peraltro non conosco di persona) ma qui è in gioco il rispetto della legge, la trasparenza e l’oggettività delle scelte che riguardano la cosa pubblica!

E il Movimento 5 Stelle non può stare a guardare.

Il mio intervento circa i servizi affidati ai volontari presso la Villa Reale ha suscitato un certo scalpore: dopo aver pubblicato il post ho ricevuto molte segnalazioni sul tema.

Al fine di aprire un dibattito sul tema, molto volentieri pubblico di seguito la nota che ho ricevuto da una volontaria che svolge il suo servizio presso la Villa.

Nel ringraziare lei e tutti i suoi colleghi volontari per il tempo che mettono gratuitamente a disposizione della comunità e dei beni comuni, prendo atto che il servizio è stato attivato da pochi giorni e pertanto è lecito aspettarsi una fase di rodaggio; d’altra parte nel bando sono chiaramente indicate le mansioni che sono state al centro del mio intervento. Nelle prossime settimane, quando il servizio sarà a regime, potremo verificare meglio quali siano le mansioni realmente affidate ai volontari.

 

Egregio Consigliere Corbetta

 
appartengo al gruppo dei volontari della Reggia di Monza
sono venuta a conoscenza di dichiarazioni che attribuirebbero ai volontari della Villa Reale l’accompagnamento da parte di un volontario che non sapeva utilizzare le audio guide e neppure conosceva le stanze….
 
Queste dichiarazioni non appartengono al vero in quanto noi volontari NON abbiamo assolutamente l’onere di accompagnare i visitatori, nè tanto meno quello di utilizzare le audio guide; dovere di esclusiva competenza del personale già presente e retribuito proprio a questo scopo.
 
Il nostro unico compito è quello di controllare che i visitatori non arrechino danno alle cose preziose presenti in Villa. Di fatto dobbiamo essere semplicemente osservatori silenti. 
 
Specifico per ulteriore conoscenza che il lavoro dei volontari è iniziato martedì 7 Febbraio, di fatto è stata la prima settimana di “lavoro”.
 
La motivazione personale che mi ha spinto ad impegnarmi in questo servizio è semplicemente la passione per la cultura ed il patrimonio artistico della mia città. Inoltre essendo al momento priva di occupazione, ho pensato di impiegare il mio tempo in modo diverso da quello di lamentarmi per la mia condizione di disoccupata; sperando di trovare in questa esperienza un arricchimento culturale che possa darmi  una gratificazione emotiva. Posso aggiungere di altri volontari che ho avuto modo di conoscere che hanno espresso le mie stesse motivazioni.
 
Resto a disposizione per qualsivoglia ulteriore chiarimento
 
Cordialità

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato, con il voto favorevole del M5S, la legge per la promozione della Rete escursionistica della Lombardia e approvato due ordini del giorno presentati dal movimento.

E’ una legge positiva che va nella direzione della valorizzazione del nostro patrimonio paesaggistico e ambientale. Certo poteva essere più coraggiosa: non c’è stata chiarezza sulle reali necessità di manutenzione della rete e sulla quantità di risorse da investire.

Grazie all’approvazione di un nostro ordine del giorno si andrà nella direzione di assicurare risorse adeguate alle reali necessità dei nostri sentieri.

Si doveva poi rimarcare in modo più netto il divieto ai mezzi motorizzati di circolare sulla rete, come proposto peraltro dall’Associazione dei Comuni, prevedendone il sequestro e aumentando le sanzioni che, al momento, non costituiscono un deterrente.

Resta irrisolto anche il nodo dell’inserimento nella rete di tratti di sentiero di proprietà privata. Era necessario fare di più per garantire che percorsi liberamente utilizzati da decenni continuino ad essere fruibili da tutti. Ora il rischio è che i privati chiudano i tratti di loro proprietà bloccando interi sentieri.

Proprio per migliorare alcuni degli aspetti ambigui della legge siamo intervenuti con due ordini del giorno, approvati dal Consiglio, che impegnano la giunta a un monitoraggio costante dello stato dei sentieri, a valutare un impegno di adeguate risorse e a rendere il catasto regionale della rete dei sentieri informatizzato e quanto più esaustivo possibile nella disponibilità di informazioni per gli escursionisti e i turisti.

Nell’ottobre scorso il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza ha dato vita ad un progetto sperimentale – della durata di un anno – di “volontariato civico”.

In sostanza sono stati individuati dei cittadini che, a titolo puramente volontaristico (leggi gratuito), hanno preso l’impegno a svolgere tantissime attività di fondamentale importante per la fruizione turistica della Villa, quali la sorveglianza e il controllo degli spazi museali (Appartamenti Reali, Cappella, Teatrino e Serrone), l’accoglienza e l’informazione all’utenza della Villa e del Parco, il monitoraggio e segnalazione tempestiva di eventuali criticità, l’assistenza a persone disabili durante la visita negli spazi museali, la distribuzione di materiale informativo, la collaborazione ad attività di indagine rivolta ai visitatori o di customer satisfaction, il supporto all’attività di archiviazione documentale e di inserimento dati e perfino il presidio dei social network!

In pratica una parte importante del complesso monumentale della Villa Reale di Monza, tra i beni di primaria importanza del patrimonio storico e culturale del nostro Paese, viene gestita da volontari.

Questi volenterosi cittadini che – sia chiaro – vanno ringraziati per il tempo e l’impegno ci mettono, non possono certo sostituire delle figure professionali con competenze specifiche in ambito turistico e culturale.

Difatti ho ricevuto alcune segnalazioni sui disagi provocati da questa scelta. Eccone una che rende bene l’idea:

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A fine novembre mi ero occupato dellistruttoria aperta dalla Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti su Brianzacque, la società che gestisce il ciclo idrico nella nostra provincia.

Ora sta circolando presso i sindaci e alcuni consiglieri comunali il pronunciamento definitivo della Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti, che dovrà essere pubblicato sul sito della società. La sezione regionale, dopo aver recepito le controdeduzioni della società, ha confermato in sostanza le criticità già rilevate in precedenza. Ancora »

Il bello della politica è che a volte arrivano delle notizie di fronte alle quali non sai se ridere o piangere. Succede quando viene perso il senso del ridicolo, come in questo caso, con il presidente di Pedemontana, il buon Tonino Di Pietro, che annuncia le “Pedemontagne”!

Pedemontana ha un problema: trasportare la terra rimossa per costruire l’opera costa troppo per le sue misere tasche. E allora che si fa? Ci si inventa le Pedemontagne! Semplice, no?

Ecco Di Pietro: “Per evitare il trasporto della terra abbiamo pensato di costruire delle montagnette lungo il tracciato della strada. Si potrebbero realizzare parchi giochi per bambini o cose simili”.

Insomma delle montagne in pianura, per i bambini, con vista autostrada…  Tutto ciò è fantastico!

Quando ho letto delle Pedemontagne a me sono tornati alla mente i vecchi film Amici Miei. Qui siamo di fronte ad un “colpo di genio” degno della banda del Conte Mascetti! “Che cos’è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione.”

Già che ci siamo suggerisco di fare una Pedemontagna di diossina a Seveso, così risparmiamo anche sui costi della bonifica delle zone inquinate, no?

E perché oltre al parco giochi non prevedere anche una pista da sci con annesso impianto di risalita? Basta sprecare tempo e soldi per andare a Champoluc o Ortisei!

Caro Tonino, lascia stare le zingarate e torna coi piedi per terra! Non era più serio ammettere, una volta per tutte, che non ci sono le condizioni per proseguire l’opera e che il project financing è totalmente fallito?


L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente è un ente di diritto pubblico con una funzione ben precisa, quella di proteggere l’ambiente, e non si capisce perché debba invece occuparsi di fare politica di bassa lega, retweettando e mettendo like a commenti su traduzioni errate di interviste al garante del MoVimento 5 Stelle!
Anche perché di lavoro di comunicazione, ad esempio sulla qualità dell’aria in Lombardia, Arpa ne avrebbe da fare, come abbiamo recentemente denunciato.
Viene voglia di sapere chi sia il simpaticone che cura il profilo social di Arpa Lombardia e tramite quali procedure è stato assunto, visti anche i precedenti non proprio edificanti!

A seguito della mia interrogazione riguardante i differenti limiti di emissione degli ossidi di azoto imposti agli inceneritori di BEA (Desio) e Accam (Busto Arsizio), è arrivata la risposta dell’Assessore Terzi.

L’Assessore in sostanza dice: ad Accam abbiamo imposto il limite di 80 mg/Nm3 al 2018 perché in questo modo, se l’impianto sarà ancora attivo, saranno costretti a migliorare i sistemi di trattamento fumi; a BEA invece non lo abbiamo imposto perché avevano già deciso di ammodernare il sistema di trattamento dei fumi e quindi siamo sicuri che riusciranno a raggiungere i valori obiettivo anche senza l’imposizione di un limite.

Mah… questo ragionamento non regge! Una cosa è l’imposizione di un limite, altra cosa è l’ammodernamento dell’impianto. L’ammodernamento è un mezzo per ridurre le emissioni e rispettare i limiti, non può diventare uno scudo per evitare limiti più restrittivi: se così fosse sarebbe un controsenso!

Quindi: se la Regione decide che il limite di emissione va ridotto a 80 mg/Nm3, lo imponga non solo ad Accam ma anche a BEA, a prescindere dai programmi di ammodernamento.

Se BEA aveva già deciso di installare un nuovo sistema di abbattimento fumi, ben venga! ma questa non è una valida motivazione per rinunciare ad abbassare il limite. Al contrario: proprio perché BEA si è dotata della piena capacità tecnica di rispettare il limite di 80 mg/Nm3, questo limite deve essere imposto dalla Regione affinché il Gestore sia tenuto a condurre l’impianto nel modo più corretto.

Questo principio dovrebbe valere per qualsiasi gestore d’impianti ma vale a maggior ragione per BEA che negli ultimi 10 anni, stando alle relazioni di Arpa e alle numerose segnalazioni in Procura, ha condotto l’impianto in modo spesso inadeguato e commettendo numerose irregolarità!

Insomma, sulla base della risposta fornita dall’Assessore Terzi, prendiamo atto che la Regione del leghista Maroni riserva a BEA un trattamento diverso e più permissivo rispetto a quello usato per Accam, pur non essendoci alcuna valida motivazione per non abbassare il limite di emissione degli ossidi di azoto anche per l’inceneritore di Desio! Ricordatevelo la prossima volta che sentirete quelli della Lega di Desio parlare dell’inceneritore!

inquinamento

L’inquinamento atmosferico in Lombardia è un problema che si trascina da decenni. L’inerzia e la miopia dei governi nazionali e regionali che si sono succeduti hanno generato un incredibile ritardo che ogni anno provoca enormi danni sanitari e sociali: a livello nazionale si stimano costi per circa 100 miliardi di euro nel 2010 (dati OCSE).

A questi costi “nascosti”  bisognerà aggiungere, probabilmente, i costi “vivi” della maxi multa (oltre 1 miliardo di euro!) che l’Unione Europea potrebbe infliggere all’Italia in relazione alle due procedure d’infrazione aperte nel 2014 e 2015 per il superamento dei livelli di ossidi di azoto e polveri sottili. Oltre al danno la beffa, perché come al solito saranno i cittadini a dover pagare per l’incapacità dei governi nazionali e regionali!

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Partecipazione, trasparenza e coinvolgimento di tutti. Nel Movimento 5 Stelle funziona così la selezione per i candidati sindaco e consiglieri comunali.

Con l’arrivo del 2017 è giunto il momento di lavorare concretamente per le prossime elezioni amministrative. Sono trascorsi cinque anni dall’ultima tornata elettorale che vide per la prima volta l’ingresso del MoVimento 5 Stelle nel Consiglio Comunale di Monza. Se l’obiettivo del 2012 era portare la voce dei cittadini dentro le istituzioni ora il nostro compito è più importante: insieme a tutti i monzesi intendiamo mettere a frutto l’esperienza maturata in questi anni per realizzare un cambiamento netto nel modo di amministrare la nostra città. Il lavoro partecipato per definire il nostro programma prosegue e sarà presto presentato.

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La Commissione regionale Ambiente ha approvato all’unanimità una risoluzione del M5S Lombardia sulla rete di teleriscaldamento dell’inceneritore di Silea a Valmadrera (Lecco).

La risoluzione, che dovrà essere sottoposta al voto del Consiglio nelle prossime settimane, prevede l’attivazione di un tavolo tecnico di lavoro con la Direzione Generale Competente di Regione Lombardia e la ditta Silea S.p.A, al fine di tenere costantemente monitorato l’iter della prescrizione della realizzazione della rete di teleriscaldamento legata all’inceneritore di Valmadrera con particolare riferimento all’esito dell’effettuazione:

a) dell’indagine epidemiologica attualmente in corso sugli impatti sulla salute generati dall’impianto,

b) della ricognizione degli impianti di riscaldamento domestico che verrebbero sostituiti dalla rete di teleriscaldamento,

c) del confronto di carattere quantitativo e qualitativo – a parità di calore generato – tra la stima delle emissioni delle caldaie esistenti che verrebbero sostituite e quelle dell’impianto di incenerimento

d) dell’analisi delle aree territoriali di ricaduta degli inquinanti presenti nelle emissioni dell’inceneritore al fine di verificare se queste coincidano con le aree che godrebbero del miglioramento ambientale dovuto alla sostituzione degli impianti di riscaldamento domestico con il teleriscaldamento.

Eravamo partiti, mesi fa, con un testo molto più duro che chiedeva di togliere la prescrizione di Regione Lombardia relativa alla realizzazione della rete di teleriscaldamento, in modo da lasciare la piena libertà ai comuni soci dell’impianto di decidere se procedere o meno con la realizzazione della rete. Le grosse reti di teleriscaldamento non ci piacciano, in quanto le consideriamo ormai obsolete dato che è molto meglio investire le risorse pubbliche nell’efficientamento energetico degli edifici, piuttosto che bruciare rifiuti – che arrivano da chissà dove – per riscaldare le case.

Inoltre questi impianti rappresentano oggettivamente un freno alla possibilità di dismettere quantomeno una parte degli inceneritori lombardi, che ormai da anni sono in sovrannumero rispetto alle esigenze della nostra regione.

Abbiamo dovuto fronteggiare alcuni aspetti di carattere giudirico/amministrativo e soprattutto i diversi orientamenti delle altre forze politiche, per cui alla fine il testo approvato si orienta sull’idea affiancare l’iter della prescrizione regionale della realizzazione del teleriscaldamento alla effettuazione di ulteriori approfondimenti tecnici legati agli impatti sulla salute dei cittadini e alle ricadute degli inquinanti emessi dal forno.

Come primo firmatario della risoluzione sono soddisfatto perché si tratta di un segnale di attenzione da parte della Regione nei confronti del dibattito che si è sviluppato negli ultimi mesi sul territorio, che spero possa proseguire nella maniera più libera possibile e porti i soci di Silea ad abbandonare questo assurdo progetto.

Al momento l’unica cosa certa è che il forno di Valmadrera contribuisce a quella sovracapacità impiantistica di incenerimento della nostra regione che tutte le forze politiche – a parole – dicono di voler contrastare. Piuttosto che investire milioni di euro in obsoleti progetti di teleriscaldamento, bisognerebbe concentrarsi su un serio piano di riconversione del forno lecchese in un impianto pulito di recupero di materiali post consumo. Ne deriverebbero evidenti benefici ambientali, sanitari e occupazionali per i cittadini lecchesi.

In arrivo la riduzione dei servizi su 7 linee bus e la soppressione totale, dal 1° febbraio 2017, delle linee Z225 (Nova Milanese-Sesto San Giovanni) e Z227 (Monza-Lissone-Muggiò) che trasportano ogni giorno circa 4000 passeggeri ciascuna.
Come si legge nel comunicato della Provincia, la riduzione “pari al 9,4% delle percorrenze 2016” si sarebbe resa necessaria per garantire il pareggio del bilancio dell’Ente.

Come si è potuto arrivare a una scelta così drastica? Le motivazioni sono diverse e sono note da tempo: il M5S ha avuto modo di occuparsene più volte anche con atti in consiglio regionale per sopperire ai ripetuti tagli governativi ai servizi di trasporto locale.

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Il mercurio è un metallo dannosissimo per l’ambiente e la salute umana. Per questo motivo l’Unione Europea ha vietato da anni la vendita di termometri a mercurio, tuttavia sono ancora molti i prodotti di uso comune che lo contengono: batterie, pile per orologi, vernici, lampadine e tubi fluorescenti, solo per citare alcuni esempi.

Proprio per evitare la contaminazione dell’ambiente è importante che a fine vita tali prodotti siano correttamente differenziati; purtroppo solo una piccola parte viene differenziata: basti pensare che in Italia solo 1 lampada fluorescente su 5 viene recuperata in modo ecologico. Tutte le altre, per vari motivi che spaziano dalla rottura accidentale alla scarsa informazione, si perdono nei rifiuti indifferenziati e così, senza alcuna possibilità di controllo, vanno a finire in discarica o in un forno inceneritore: durante la combustione il mercurio evapora ed esce dal camino con i fumi.

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Due dei miei ordini del giorno al bilancio regionale sono stati approvati dall’aula.

Il primo chiede di investire nelle competenze digitali dei giovani lombardi.

Il mondo dell’Ict e dei servizi digitali è uno dei più frizzanti dal punto di vista occupazionale. Le stime del Cedefop (Agenzia di ricerca sull’istruzione e la formazione tecnica e professionale nell’Unione Europea) prevedono per l’Italia, tra 2015 e 2025, la creazione di nuove opportunità occupazionali (dipendenti e autonomi) per oltre 2 milioni di profili tecnici intermedi. I numeri lasciano quindi pensare che il digitale – in tutte le sue sfumature – sia un ambiente fertile per chi si deve formare e lanciare sul mercato del lavoro.

L’offerta formativa di Regione Lombardia è però carente di percorsi in competenze digitali, difatti gli indirizzi maggiormente frequentati sono benessere/cura della persona e ristorazione (rispettivamente 13.000 e 10.500 allievi), seguiti dall’indirizzo elettrico e meccanico.

Per offrire ai ragazzi le competenze necessarie per andare incontro alle nuove opportunità occupazionali del mercato del lavoro ho chiesto e ottenuto uno stanziamento di risorse per l’anno scolastico 2017/2018 per incrementare l’offerta formativa con dei percorsi mirati all’acquisizione di competenze digitali.

Con l’altro ordine del giorno ho affrontato uno dei temi più caldi riguardo l’energia rinnovabile: la diffusione dei sistemi di accumulo. In primavera la Regione aveva messo a disposizione due milioni di euro in contributi per l’acquisto di sistemi di accumulo di energia elettrica da impianti fotovoltaici. Il bando aveva avuto un enorme successo tanto che i contributi erano andati esauriti in pochissimo tempo.

I sistemi di accumulo aumentano l’autoconsumo di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e diminuiscono le emissioni di gas serra derivanti dalla produzione di energia da combustibili fossili. Per questo motivo ho chiesto il rifinanziamento del bando!

Ora, come sempre in questi casi, aspettiamo che alle votazioni in consiglio regionale seguano i fatti concreti!

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La giunta regionale ha pubblicato ai primi di ottobre una “manifestazione di interesse” per la selezione del nuovo Direttore Generale del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza.

In questa manifestazione di interesse si definisce la procedura di selezione: si costituisce una commissione tecnica di valutazione delle candidature che ha il compito di sottoporre al Governatore Maroni una rosa di candidati e lui sceglierà a chi affidare l’incarico.

Tutto regolare? No, mica tanto…

Nella stessa manifestazione di interesse si cita espressamente lo Statuto del Consorzio, che all’articolo 14 recita:

Il Direttore Generale è nominato dal Presidente del Consorzio, su designazione del Presidente di Regione Lombardia, d’intesa con gli altri Consorziati Promotori, nel rispetto di tutte le norme di legge e contrattuali che disciplinano il pubblico impiego, fra persone di riconosciuta professionalità nei vari settori della gestione dei beni culturali ed ambientali

Ora, dato che lo Statuto dice che il Direttore Generale è nominato nel rispetto di tutte le norme di legge che disciplinano il pubblico impiego è fuori discussione che si debba applicare il Testo Unico sul Pubblico Impiego (cioè il decreto legislativo 165 del 2001) che all’art. 35 prevede che spetti alla commissione tecnica di valutazione la scelta imparziale del candidato! A Maroni spetta solo la “ratifica” formale di tale scelta, in qualità di Presidente dell’autorità che fa il bando. Stop.

Il Consorzio nel suo Statuto ha dichiarato di assoggettarsi alla normativa sul pubblico impiego e quindi si deve rispettare l’iter pubblicistico!

Tutto questo è assolutamente scontato, se si pensa che il Direttore Generale in un ente pubblico è un pubblico dipendente (oltre che una figura di carattere gestionale) e non una figura politica. La scelta deve quindi passare da una selezione pubblica che garantisca trasparenza e oggettività. La commissione deve stilare una graduatoria con i punteggi e il più bravo viene nominato. Non esiste spazio discrezionale da parte di Maroni!

Ho depositato un’interrogazione regionale per sollevare il problema… aspetto Maroni al varco! Basta con le nomine di amici e amici degli amici al posto di chi merita davvero!

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Il M5S e il Comitato Beni Comuni di Monza e Brianza si battono da anni per ottenere una gestione pubblica del servizio idrico nel pieno rispetto dei principi di legalità e trasparenza mentre nei fatti le scelte operate dai vertici di Brianzacque e sostenute dai Soci continuano purtroppo ad andare nel senso contrario. Qui di seguito evidenziamo i punti critici.

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Oltre 90 mila euro per una missione a Johannesburg. E’ questa la somma monstre sborsata dalla Lombardia per presentare le imprese lombarde al summit organizzato a in Sud Africa dal Forum Ambrosetti il 18 e 19 ottobre scorso. Diciamolo chiaramente: i progetti d’internazionalizzazione delle imprese sono utili; un’occasione da non perdere per le aziende che vogliono aprirsi a nuovi mercati.

Peccato che, come vedremo dai dati che abbiamo ottenuto grazie a un accesso agli atti, se organizzati dal Vice Presidente della regione Fabrizio Sala, risultino ben lontani dal raggiungere i risultati sperati e il rapporto costi-benefici lasci molto a desiderare.

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Nei giorni scorsi è esploso il caso della cucina dell’ospedale di Desio, chiusa nel mese di settembre e sottoposta a bonifica per la presenza di scarafaggi ed escrementi di topi. Secondo quanto riportato dai mezzi d’informazione, il problema sarebbe emerso in occasione del passaggio di consegne tra il vecchio e il nuovo gestore dei servizi di ristorazione.
E’ gravissimo che la cucina di un ospedale pubblico sia stata così trascurata nell’igiene ed è molto preoccupante la sensazione che siano mancate le dovute verifiche da parte dell’ospedale.

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Sono trascorse circa due settimane dalla pubblicazione del post con il quale avevo evidenziato l’istruttoria in corso su Brianzacque presso la Corte dei Conti, relativa ad aumento delle spese per consulenze e incarichi esterni, modalità di conferimento di questi incarichi, procedure di selezione dei dirigenti, mancata procedura selettiva per la stipula dei contratti a tempo determinato.

Come M5S avevamo già denunciato a più riprese le irregolarità che sarebbero state compiute nella selezione per il conferimento dell’incarico di direttore generale, in particolare:
1) ammissione alla procedura selettiva di un parente del Presidente della Provincia nonché Sindaco del Comune di Cesano Maderno, nonostante il divieto, posto dal bando, alla partecipazione di soggetti legati da vincoli di parentela con esponenti politici di Enti soci di Brianzacque;
2) mancata attribuzione dei punteggi ai candidati da parte della Commissione, nonostante la previsione del bando, e conseguente conferimento di potere discrezionale nella scelta al Consiglio di Amministrazione, ovvero a un organo politico carente di adeguate competenze a giudicare la professionalità dei candidati stessi.

Nello scorso mese di luglio avevo espresso forti dubbi riguardo le improvvise dimissioni del’ing. Facchinetti, dopo nemmeno due mesi dalla nomina a Direttore Generale.

Ma ancora più “strana” è la mancata nomina del suo successore. Ancora »