Con la rescissione del contratto di Strabag si azzerano le assurde speranze di Maroni, Fontana e Gori di completare Pedemontana, una speculazione inutile, antistorica e nella quale i lombardi, per colpa di politici incompetenti, hanno già buttato enormi risorse.

Il disastro Pedemontana è l’emblema del fallimento di tutta una classe politica che in Lombardia per decenni ha fatto gli interessi della grande speculazione e delle banche dimenticando i cittadini e la tutela dell’interesse pubblico.
Centrodestra e centrosinistra, con Gori che ancora oggi promette di proseguire il progetto, hanno inseguito l’ennesima colata di asfalto che non avrebbe migliorato la viabilità in Lombardia.

Siamo gli unici che da anni ripetono che questo progetto non ha alcun futuro e ora i fatti ci danno ragione. Oggi ancora di più è ridicolo pensare di portare avanti l’opera. Si metta in sicurezza la Milano Meda, su cui confluisce Pedemontana oggi e chiudiamo una volta per tutte questo inglorioso capitolo.

Con grande emozione pubblico la mia video-presentazione per le parlamentarie del MoVimento!
Avevo tante cose da dire, ho cercato di riassumere 10 anni di vita e le mie motivazioni in tre minuti!
Le parlamentarie sono una grande festa di democrazia che solo il MoVimento offre ai cittadini, non dimentichiamocelo mai!!
Mi raccomando, quando sarà il momento, guardate tutti i profili e fate una scelta consapevole!
Viva il MoVimento e avanti tutta!!

PS: in base alle regole del MoVimento, la mia candidatura è assegnata al collegio plurinominale del Senato “Lombardia 5”, quindi potranno valutarmi e votarmi gli iscritti al MoVimento che risiedono:
nella provincia di Monza Brianza,
nei comuni della Martesana (da Trezzo sull’Adda fino a San Donato Milanese)
nei comuni del Nord Milano (da Sesto San Giovanni a Lainate).

CURRICULUM
Diploma di maturità scientifica e laurea in Scienze Politiche presso l’Università Statale di Milano.

Dal 1998 al 2013 ho lavorato in società di consulenza di direzione aziendale di Milano occupandomi di ricerca e selezione di personale qualificato. Mantenevo i rapporti con le aziende clienti e curavo gli aspetti operativi della ricerca di personale (analisi dei fabbisogni del cliente; definizione dei profili; individuazione dei canali di ricerca; gestione dei colloqui individuali; conduzione di colloqui di gruppo, presentazione dei candidati, ecc.).

Dal 2013 ad oggi sono in aspettativa per carica elettiva (consigliere regionale Lombardia).

ESPERIENZE POLITICHE
Nel 2013 sono stato eletto portavoce in Regione Lombardia e ho avuto l’onore di occuparmi di molti dei temi portanti del Movimento, come la qualità dell’aria, l’amianto, le energie rinnovabili e il risparmio energetico.

Sono stato inoltre il primo firmatario delle proposte di legge regionale 5 stelle sull’acqua pubblica e sullo stop al consumo di suolo e ho condotto una dura battaglia per la mobilità sostenibile e contro Pedemontana, la più grande opera inutile e devastatrice del nostro Paese.

Ho sempre privilegiato il lavoro concreto sul territorio, a contatto con i nostri gruppi locali, portando avanti mille battaglie, come ad esempio la difesa del Parco di Monza, la tutela dei diritti dei malati in dialisi, contro la ciminiera TEM a Trucazzano e il degrado dell’area ex Galbani a Melzo, i derivati di Cap Holding (Consorzio Acqua Potabile) e tante altre.

Mi sono occupato tantissimo di rifiuti, riuscendo a far approvare una risoluzione per la dismissione di parte del parco inceneritori presente in Lombardia.

Ho mantenuto la promessa fatta agli elettori in campagna elettorale, restituendo oltre 150 mila euro dei compensi percepiti.

CURRICULUM DA ATTIVISTA
Sono nei meetup Amici di Beppe Grillo e nel MoVimento da 10 anni.

Membro del Meetup Amici di Beppe Grillo di Monza Brianza dal 2007, attivista dal 2008, organizer o assistant organizer da gennaio 2009 fino all’elezione in Regione Lombardia. Sono iscritto al MoVimento 5 Stelle dalla sua nascita (4 ottobre 2009).

Dal 2008 al 2013 come attivista ho partecipato a tutte le iniziative e gli eventi del MoVimento, dal Vday2 in avanti, passando per Woodstock 5 Stelle al Formigoni go home, dalle Regionali 2010 fino alla raccolta firme Zeroprivilegi per la riduzione degli stipendi dei consiglieri regionali.

Ho contribuito alla nascita delle liste del MoVimento a Monza, Desio, Varedo, Vimercate e Cesano Maderno, dando una mano nella stesura del programma e durante la campagna elettorale. Ho supportato molti consiglieri comunali brianzoli nella loro attività istituzionale.

Sono stato co-fondatore e portavoce del Comitato per l’Alternativa al nuovo inceneritore di Desio, nato nel 2008 su iniziativa degli Amici di Beppe Grillo di Monza, Desio, Carate Brianza e Saronno.

DICHIARAZIONE DI INTENTI
Col passare del tempo mi sono reso conto che, riguardo ai temi di cui mi sono sempre occupato, le decisioni importanti non passano dalla Regione ma vengono prese a Roma, dal governo centrale.

Faccio un esempio su tutti: la nostra risoluzione per la dismissione degli inceneritori lombardi è stata resa vana dal governo Renzi, che non solo ci ha impedito di chiudere gli inceneritori ma ci ha anche costretto a farli funzionare a pieno regime. Proprio da qui nasce l’idea di partecipare alla parlamentarie: mettere a disposizione l’esperienza maturata sul territorio negli ultimi 10 anni là dove vengono prese le decisioni che contano.

Le prossime elezioni politiche rappresentano un’occasione formidabile per cambiare il nostro Paese. Per me sarebbe davvero un onore poter dare il mio contributo per realizzare un’Italia a 5 Stelle.

Sono poche le cose su cui non ho avuto dubbi nella mia vita e una di queste è il progetto del MoVimento 5 Stelle. Un progetto che punta a un profondo cambiamento culturale ancora prima che politico, basato sull’intelligenza e la partecipazione di un’intera collettività.

Ora più che mai questo sogno può diventare realtà!

In questa legislatura ormai agli sgoccioli Maroni non è riuscito a mantenere le promesse che aveva fatto ai cittadini lombardi.
Un esempio? I 5 milioni di alberi che si era impegnato a piantare in Lombardia entro il 2018.
 
In questo video rileggo un comunicato che il governatore della nostra regione aveva fatto all’inizio di questa legislatura, in cui raccontava questa incredibile fandonia, ma non solo: ci troverete infatti anche la madre di tutte le balle raccontate da Maroni, quella sul 75% di tasse in Lombardia!

E’ un anno e mezzo che sto cercando invano di ottenere risposte circa la gestione dei rifiuti ospedalieri nelle strutture sanitarie pubbliche in regione Lombardia: tutto era nato da una segnalazione ricevuta da un cittadino riguardante l’uso improprio dei contenitori per i rifiuti a rischio infettivo all’interno di una importante struttura pubblica. Il sospetto era che i contenitori per i rifiuti sanitari venissero utilizzati anche per i normali rifiuti urbani causando un inutile aumento dei costi di smaltimento a carico della collettività.

Nello scorso mese di luglio ho ricevuto dall’Assessore all’Ambiente Claudia Terzi alcune risposte alla mia interrogazione, ma le rimanenti, quelle più importanti, di competenza dell’Assessore alla Sanità Giulio Gallera, non sono mai arrivate.

In una nota inviata alla commissione la direzione Welfare ha scritto che “la DG Welfare non è in possesso delle informazioni necessarie per dare seguito a quanto richiesto” il che lascia intuire che Regione non abbia fatto nulla di quanto chiedevo conto. A novembre ho scritto al presidente del consiglio regionale affinché difendesse il mio diritto, in qualità di consigliere, di ottenere risposte dalla giunta, ma Cattaneo non ha fatto sapere nulla. Su sollecito del presidente della Commissione Ambiente, l’Assessore Gallera ha scritto che non intende rispondere alle domande rimaste inevase!

Non volere rispondere è già di per sé una risposta: mi pare quindi evidente che la Regione non abbia predisposto il sistema di monitoraggio dei rifiuti sanitari prodotti previsto dalla normativa nazionale dal 2003, né che imponga alle strutture sanitarie degli obiettivi minimi di recupero dei rifiuti prodotti; resta inoltre ignota la percentuale di raccolta differenziata negli ospedali lombardi così come, dobbiamo concludere, non esistono controlli in merito al corretto conferimento dei rifiuti nei contenitori monouso per i rifiuti pericolosi a rischio infettivo.

Insomma, la Regione non fa nulla per tenere sotto controllo la corretta gestione dei rifiuti ospedalieri! Al di là dei proclami e delle vane promesse, la realtà dei fatti dimostra ancora una volta l’incapacità della giunta Maroni di impiegare efficacemente i soldi pubblici! Secondo le nostre stime ballano 20 milioni di euro intorno alla partita dei rifiuti ospedalieri a rischio infettivo!

E’ giunto il momento di mandare tutti a casa e fare un salto di qualità affidando il governo della Lombardia al MoVimento 5 Stelle, l’unica forza politica che difende gli interessi dei cittadini!

Questa foto risale al 10 novembre 2008, quando un piccolo gruppo di cittadini venne invitato a parlare dei problemi del loro territorio durante uno spettacolo di Beppe Grillo a Cantù.
Quello a sinistra col microfono sono io. Ricordo ancora l’ansia terribile delle ore precedenti, all’idea di parlare davanti a migliaia di persone!

All’epoca ci opponevamo alla costruzione di un nuovo inceneritore da 160 mila tonnellate a Desio. Eravamo solo una decina di semplici cittadini, un po’ ingenui ma molto determinati, e lottavamo contro tutte le istituzioni. Ma alla fine vincemmo noi e il nuovo inceneritore non si fece più.

Sono passati 10 anni e da allora ad oggi ho sempre continuato ad occuparmi dei problemi del territorio e dell’ambiente, i primi 5 anni come attivista, gli ultimi come portavoce in Regione Lombardia.

Nelle settimane scorse ho annunciato la mia decisione di partecipare alle parlamentarie del MoVimento. Ho ricevuto tantissimi incoraggiamenti e attestati di stima (grazie!) ma qualche amico mi ha detto che avrebbe preferito se avessi continuato il mio lavoro in Regione.

Ci ho riflettuto sopra e mi sono reso conto di non aver spiegato bene il motivo della mia scelta. Ci provo ora. Come dicevo sopra, mi sono sempre occupato di territorio e ambiente: rifiuti, acqua pubblica, mobilità sostenibile, amianto, smog, consumo di suolo, energia… L’esperienza in Regione mi è servita per capire che le competenze e le responsabilità principali su questi temi non passano da Milano ma dal Parlamento e dal Governo a Roma.

Rifiuti: eravamo riusciti a far approvare l’idea di dismettere una parte degli inceneritori lombardi ma poi è bastato un decreto del Governo Renzi per vanificare tutto il lavoro fatto.

Acqua pubblica: avrei voluto imporre, con una legge regionale, che la forma giuridica delle società che si occupano dell’acqua fosse l’azienda speciale di diritto pubblico, ma mi sono dovuto arrendere al fatto che la Regione non può legiferare su questi aspetti.

Pedemontana: nonostante Maroni si agiti tanto, Pedemontana è di competenza soprattutto statale, dato che il Governo l’ha inserita nelle opere strategiche nazionali previste dalla “Legge Obiettivo”.

Amianto: avrei voluto, tramite una legge regionale, abbandonare l’idea che i proprietari possano autocertificare (di fatto senza alcun controllo) il buono stato di conservazione dei loro tetti in amianto, ma anche questo dipende da una legge nazionale e la Regione non può farci nulla.

Smog: per combatterlo davvero servono investimenti enormi che solo il Governo può concedere.

Non dico che Maroni non abbia le sue belle colpe per non aver fatto nulla su questi temi, ma di certo le competenze principali sono dello Stato centrale.

Per questo motivo ho deciso di propormi per il Parlamento: continuare queste battaglie e mettere a disposizione la mia esperienza di questi dieci anni là dove vengono prese le decisioni che contano.

Sarebbe stato più comodo per me ripropormi in Regione, ma avrei fatto un torto a quel piccolo gruppo di comuni cittadini, di cui facevo parte, che nel 2008 decisero, anche grazie a Beppe, di dare tutto se stessi per il bene comune.

Buone parlamentarie a tutti!

Sul caso Autobianchi è arrivata ieri la replica del sindaco di Desio. Corti sostiene di essersi attivato “appena è emerso il tema, un paio di mesi fa”.

Rendiamo pubblico un documento che attesta che l’amministrazione comunale è a conoscenza del problema dell’inquinamento da cromo esavalente della falda da ben 5 anni!

Il 18 dicembre 2012 Corti riceve la lettera dell’Arpa che gli comunica la presenza nella falda sotto il PTB di cromo esavalente 17 volte oltre il limite di legge. Cosa ha fatto da allora fino a quando, un paio di mesi fa, il MoVimento 5 Stelle ha sollevato il caso con una interpellanza in Regione? Ha dormito sonni placidi.

Il sindaco, invece di raccontare favole, si assuma le sue responsabilità.

Il Movimento 5 Stelle si sta occupando da tempo del problema dell’inquinamento della prima falda acquifera nella parte situata sotto il Polo Tecnologico della Brianza, dove sorgeva anni fa l’Autobianchi.

Risale a ottobre 2016 l’interrogazione presentata in consiglio comunale dai consiglieri Montrasio e Pace in cui si chiedeva all’amministrazione quale fosse la situazione in quel momento e se fossero previste azioni per monitorare “in particolare i pozzi posti a nord della città, in prossimità dei centri di rischio,  (…) che hanno tratti filtranti che attingono ancora a falde superficiali.”

La risposta, in sintesi, era stata che l’acqua potabile non è contaminata perché Brianzacque garantisce i controlli. Ma non era questo che i nostri portavoce volevano sapere.

Nello scorso mese di ottobre in seguito a un accesso agli atti avevo denunciato che dal 2009 a oggi non erano più stati effettuati i monitoraggi della falda, nonostante Arpa avesse scritto a Comune, Provincia e Regione per segnalare gli elevati livelli di contaminazione rilevati e la necessità di proseguire i controlli.

In accordo con i consiglieri comunali M5S e il deputato desiano Davide Tripiedi abbiamo deciso di procedere per capire chi avesse la responsabilità dei mancati monitoraggi richiesti da Arpa.

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Per quanto andrà avanti ancora questa telenovela?

I problemi di Pedemontana restano tutti sul tavolo: mancano i due miliardi e mezzo di finanziamento delle banche, sono falliti i tentativi di aumento del capitale sociale per 500 milioni di euro, la modifica del piano economico finanziario è ferma da un anno a Roma, il contenzioso da 3,2 miliardi euro con Strabag non risulta essere stato risolto, i progetti esecutivi delle tratte mancanti sono stati bocciati, i costi per la bonifica dei terreni inquinati dalla diossina di Seveso sono scoperti e le garanzie richieste dalla banche per il rischio legato agli scarsi flussi di traffico sono passate da quattrocentocinquanta milioni ad un miliardo e duecento.

Nonostante l’accanimento terapeutico di Maroni, che ha sborsato altri 200 milioni di garanzie (soldi dei cittadini), il quadro rimane decisamente a tinte fosche.

BREAKING NEWS! – UFFICIALE: FALLITA LA FUSIONE BEA-CEM! BATTAGLIA DURATA TRE ANNI, GRANDE VITTORIA DEL MOVIMENTO!Era il 21 ottobre del 2014 quando sul mio blog davo in anteprima la notizia del malsano progetto del Partito Democratico di fondere le due società pubbliche Bea (forno inceneritore Desio) e Cem (raccolta differenziata nel Vimercatese e in parte del Milanese).Nel corso di questi tre anni abbiamo spiegato molte volte i motivi della nostra ferma opposizione al progetto: si trattava di un'operazione orchestrata a tavolino dal PD della Brianza per salvare il vecchio forno inceneritore di Desio, garantendogli un flusso continuativo di rifiuti da bruciare proveniente dai comuni della Brianza est e della Martesana, bloccando di fatto le politiche virtuose nella gestione dei rifiuti di Cem.Lo capirebbe anche un bambino di 5° elementare che o ti fondi con un forno inceneritore in fase di revamping e ti assumi l'obbligo di alimentarlo per decenni oppure percorri la strada virtuosa della raccolta differenziata spinta, della tariffa puntuale e della riduzione dei costi nella gestione dei rifiuti. Le due cose insieme non le puoi fare!Ecco, per farlo capire alle amministrazioni comunali piddine socie di Cem, ci sono voluti 3 lunghi anni, fatti di battaglie nei consigli comunali, appelli pubblici a mezzo stampa, lettere inviate ai sindaci e, non ultimo, un enorme e preziosissimo lavoro diplomatico del nostro sindaco di Vimercate, Francesco Sartini, all'interno dell'Assemblea dei Soci di Cem!Francesco in tutto questo tempo non ha mai mollato la presa, usando tutti gli strumenti a sua disposizione per convincere i colleghi sindaci dell'assurdità di questo progetto, che nulla di buono avrebbe portato ai cittadini che amministrano. E, chi la dura la vince, alla fine ci è riuscito! Oggi è con enorme soddisfazione che annunciamo che ieri sera l'Assemblea dei Soci di Cem ha deciso ufficialmente di abbandonare il progetto di fusione Bea-Cem!E' davvero una grandissima vittoria del MoVimento 5 Stelle che grazie alla sua caparbietà e con la sola forza delle sue idee, è riuscito a sventare uno sciagurato progetto piddino che ormai sembrava cosa fatta!Ma non si può battere chi non si arrende mai e noi non ci siamo mai arresi!

Posted by MoVimento 5 Stelle Lombardia on Friday, December 15, 2017

BATTAGLIA DURATA TRE ANNI, GRANDE VITTORIA DEL MOVIMENTO!

Era il 21 ottobre del 2014 quando sul mio blog davo in anteprima la notizia del malsano progetto del Partito Democratico di fondere le due società pubbliche Bea (forno inceneritore Desio) e Cem (raccolta differenziata nel Vimercatese e in parte del Milanese).

Nel corso di questi tre anni abbiamo spiegato molte volte i motivi della nostra ferma opposizione al progetto: si trattava di un’operazione orchestrata a tavolino dal PD della Brianza per salvare il vecchio forno inceneritore di Desio, garantendogli un flusso continuativo di rifiuti da bruciare proveniente dai comuni della Brianza est e della Martesana, bloccando di fatto le politiche virtuose nella gestione dei rifiuti di Cem.

Lo capirebbe anche un bambino di 5° elementare che o ti fondi con un forno inceneritore in fase di revamping e ti assumi l’obbligo di alimentarlo per decenni oppure percorri la strada virtuosa della raccolta differenziata spinta, della tariffa puntuale e della riduzione dei costi nella gestione dei rifiuti. Le due cose insieme non le puoi fare!

Ecco, per farlo capire alle amministrazioni comunali piddine socie di Cem, ci sono voluti 3 lunghi anni, fatti di battaglie nei consigli comunali, appelli pubblici a mezzo stampa, lettere inviate ai sindaci e, non ultimo, un enorme e preziosissimo lavoro diplomatico del nostro sindaco di Vimercate, Francesco Sartini, all’interno dell’Assemblea dei Soci di Cem!

Francesco in tutto questo tempo non ha mai mollato la presa, usando tutti gli strumenti a sua disposizione per convincere i colleghi sindaci dell’assurdità di questo progetto, che nulla di buono avrebbe portato ai cittadini che amministrano. E, chi la dura la vince, alla fine ci è riuscito! Oggi è con enorme soddisfazione che annunciamo che ieri sera l’Assemblea dei Soci di Cem ha deciso ufficialmente di abbandonare il progetto di fusione Bea-Cem!

E’ davvero una grandissima vittoria del MoVimento 5 Stelle che grazie alla sua caparbietà e con la sola forza delle sue idee, è riuscito a sventare uno sciagurato progetto piddino che ormai sembrava cosa fatta!

Ma non si può battere chi non si arrende mai e noi non ci siamo mai arresi!

Ora che lo abbiamo liberato dall’abbraccio mortale dell’inceneritore, non ci sono più ostacoli per Cem verso rifiuti zero!

 

L’ATS della Brianza non vuole lo studio epidemiologico che serve a verificare se i cittadini di Desio, Bovisio Masciago, Varedo e Cesano Maderno abbiano subito danni alla salute a causa delle emissioni dell’inceneritore. Ancora »

I comuni italiani sono tenuti per legge a redigere il Piano di Zonizzazione acustica (PZA) che stabilisce i massimi livelli sonori per le varie zone del territorio. E’ uno strumento che consente di proteggere le aree meno rumorose e promuovere il risanamento di quelle più rumorose, a vantaggio dell’ambiente e della qualità della vita. La classificazione prevede sei livelli: dalla classe I, che viene attribuita alle aree più protette, fino alla classe VI, la più rumorosa.

Osservando la tavola grafica del PZA del Comune di Monza si nota che il Parco comprende non solo la più vasta zona protetta (classe I, rappresentata in colore grigio) di tutto il territorio monzese, ma anche la più grande zona in classe V (in colore rosso) che corrisponde all’Autodromo. Ancora »

Sarebbe bello vedere lo stesso impegno che Maroni mette da anni per salvare Pedemontana per combattere lo smog che uccide migliaia di lombardi ogni anno; oppure per eliminare le liste d’attesa presso gli ospedali pubblici. Invece questa determinazione, al limite dell’accanimento terapeutico, la mette solo per salvare una grande opera davastante per il territorio. Ancora »

 

Sul problema dell’amianto in questi anni si è detto molto, ma fatto ben poco.

Ho iniziato ad occuparmi della questione alcuni mesi fa e, volendo capire lo stato dell’arte, avevo due possibilità: partire dall’alto, con lo studio delle leggi nazionali e i piani operativi della Regione oppure partire dal basso, facendo una piccola indagine empirica, nel luogo dove vivo, per poi risalire alle leggi nazionali e ai piani regionali e verificare se e quanto funzionano.

Ho scelto questa seconda strada. Sfruttando il fatto di abitare al quarto piano della palazzina più alta della mia strada (in zona stazione a Bovisio Masciago), ho semplicemente guardato dalla finestra i tetti delle case vicino alla mia. Ho una visuale di circa 200 metri su una normale strada di uno dei tanti comuni lombardi. Ebbene in questi 200 metri ho trovato ben 9 tetti in amianto! Ancora »

Nel 2014 con il decreto “Sblocca Italia” il Governo Renzi autorizzò gli inceneritori a smaltire i rifiuti urbani indifferenziati provenienti da tutta Italia. Il M5S si oppose duramente a questa scelta perché ritenevamo che non avrebbe risolto alcun problema ma al contrario avrebbe causato danni in tutta Italia.

Oggi possiamo dire che le conseguenze negative dello sciagurato articolo 35 sono anche peggiori del previsto. Ancora »

Capire il funzionamento delle Regionarie del M5S non è difficile, eppure Andrea Senesi del Corriere e Andrea Montanari di Repubblica non ce l’hanno fatta.
Il primo parla di “omissis e opacità” perché non è stato comunicato il numero dei votanti e la graduatoria provvisoria degli aspiranti candidati governatori, mentre il secondo sostiene che gli aspiranti candidati governatori dovevano essere venti, ma si sono ridotti a dodici avendo alcuni rinunciato “perché dovevano optare tra la Regione e il Parlamento”.

Allora, vediamo di rimettere in ordine il tutto. La scelta tra candidarsi in Regione o in Parlamento ciascuno l’ha fatta prima della prima tornata di votazioni, quella che individuava i candidati consiglieri per i vari listini provinciali e nulla ha a che fare che questo secondo giro di votazione per il candidato presidente.
La regola è chiara: i primi venti classificati (i primi dodici di ciascuna provincia più gli altri 8 più votati) avevano la facoltà (non l’obbligo) di proporsi come candidato governatore. Semplicemente dodici hanno accettato e otto no.

Il motivo per cui non è stata pubblicata la graduatoria dei venti potenziali aspiranti candidati governatori è molto semplice: garantire che quelli che tra loro davano la disponibilità alla seconda votazione partissero da una posizione di parità. Zero a zero palla al centro, per usare una metafora calcistica.
I voti espressi per ciascun candidato e il numero di votanti si sapranno domani, a bocce ferme, come è successo poche settimane fa per il Lazio.

Mi sembra tutto molto semplice e lineare, no?

E’ un dato di fatto e noi del M5S ce ne siamo occupati tantissimo: in Lombardia abbiamo troppi siti contaminati e spesso i livelli di inquinamento dell’aria superano le soglie di allerta. La pressione ambientale è prodotta non solo dalle attività economiche ma anche dalla alta densità della popolazione e provoca impatti sulla salute che non possono essere trascurati. Sono sempre più frequenti le segnalazioni di possibili aumenti di incidenza di malattie in aree dove ci sono sorgenti inquinanti come insediamenti industriali, discariche o inceneritori. Ancora »

Queste sono state le terze “regionarie” M5S Lombardia che ho vissuto da vicino. Le prime due (2010 e 2013) da candidato, quelle di ieri da votante.

Nel 2010 avevamo problemi di numeri, pochi candidati (a volte anche poco convinti), e un programma un po’ ingenuo.

Nel 2013 i numeri c’erano ma è stato comunque un salto nel buio, con un programma frutto di tanto lavoro di condivisione ma che, letto oggi, rende bene, oltre alla carica ideale che ci sospingeva, anche il fatto che l’istituzione regionale non la conoscevamo da vicino.

Oggi non abbiamo più problemi di numeri e il nostro programma è di altissimo valore.
E nel leggere i nomi di chi si è proposto, la sensazione è quella di un salto di qualità: un bel mix di profili di alto spessore professionale (medici, avvocati, docenti universitari), persone che hanno già maturato esperienza come portavoce comunale e regionale e attivisti con un solido passato di lavoro sul territorio.

È la prova provata che il MoVimento non cresce solo nelle preferenze dei cittadini ma anche in maturità e competenza.
Come un bambino che ora è un giovane adulto, pronto ad affrontare e vincere le sfide della vita!

Le recenti difficoltà del processo di aggregazione delle 12 società che gestiscono il servizio idrico integrato in provincia di Como in un’unica società pubblica sono sfociate ieri nella bocciatura della proposta di fusione da parte dell’assemblea dei soci. La situazione è davvero molto preoccupante. I cittadini del Comasco sono stati lasciati da soli di fronte alle grandi holding dell’acqua. L’acqua ancora una volta è stata merce di scambio elettorale tra i partiti.

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